Sanesi succede a Fuscagni alla presidenza, esce dal Cda il padre francescano delle liti con Renzi Il 2015 dell'Opera di Santa Croce è nel segno della rivoluzione. Una rivoluzione che porta il nome di Irene Sanesi nelle vesti di nuovo presidente e che vede per la prima volta da tre decenni a questa parte lasciare fuori dal consiglio un rappresentante dei padri francescani della basilica. Il perché di questi grossi cambiamenti è presto detto, il mandato triennale del consiglio è giunto a scadenza e il ministero dell'Interno, da cui l'Opera dipende, ha scelto un Cda parzialmente rinnovato, che a sua volta ha nominato (ieri sera, nel corso della prima riunione del proprio mandato), un nuovo presidente. Dall'elenco dei consiglieri (6 in tutto) escono Antonio De Crescenzo, Marco Dosio, Mario Marinesi e soprattutto il rettore della basilica Antonio Di Marcantonio, padre francescano che ha fatto sentire spesso la sua voce, soprattutto per quel che riguarda il tema della movida, collezionando in tempi recenti diversi screzi con l'ex sindaco e attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi, quest'ultimo favorevole (al contrario del religioso) agli eventi musicali in piazza Santa Croce. Al posto dei consiglieri uscenti arrivano Ludovica Sebregondi, Irene Sanesi, don Alessandro Andreini e Giorgio Fiorenza, a cui si aggiungono tre nomi della vecchia squadra, ovvero l'ex presidente dell'Opera del Duomo e viceprefetto Anna Mitrano, l'ex sindaco di Firenze Mario Primicerio e la presidente uscente, Stefania Fuscagni, al suo terzo mandato in Santa Croce. Fino ad oggi il rettore della basilica era sempre stato parte integrante del consiglio, ma da quest'anno è fuori dai giochi. Una novità che segna un cambiamento profondo nell'assetto dell'ente laico di proprietà del Fondo edifici di culto del ministero dell'Interno incaricato «di amministrare, tutelare e valorizzare il complesso monumentale di Santa Croce». Non era una conditio sine qua non quella della nomina di un religioso facente capo alla basilica (non è previsto dallo statuto), ma era una presenza abituale, visto che l'Opera è incaricata di amministrare la macchina del complesso monumentale. Facce nuove all'Opera di Santa croce, verrebbe da dire parafrasando lo slogan renziano di qualche anno fa, che vedono aumentare le «quote rosa» (passate da 2 a 4) che superano per la prima volta in oltre settecento anni di vita dell'Opera il numero di presenze di sesso maschile. E se a Fuscagni, Primicerio e Mitrano viene chiesto di garantire continuità, dal resto della squadra ci si aspetta invece che faccia da apripista per una fase di cambiamento e di progetti nuovi, a partire dalla visita del Papa di novembre 2015 e dalle celebrazioni per i 50 anni dall'alluvione nel 2016, con il rientro di un centinaio di opere ora depositate presso alcuni musei statali fiorentini. Ludovica Sebregondi, storica dell'arte e scrittrice nonché direttore scientifico delle attività espositive di Palazzo Strozzi è una grande conoscitrice della materia, così come Irene Sanesi, giovane economo della diocesi di Prato ed esperta di Economia della cultura (ex collaboratrice di Roberto Cenni quando era sindaco di Prato). A loro si aggiunge una presenza religiosa sì, ma esterna e non francescana, ovvero don Alessandro Andreini, docente alla Gonzaga University di Firenze e appartenente della comunità di San Leolino di Panzano in Chianti, e infine il magistrato tributarista e console onorario del Perù Giorgio Fiorenza.