BEATRICE Merz, il museo ha trent'anni e li dimostra? «Sì, perché ha alle spalle un'esperienza importante, con 167 mostre che hanno coinvolto 1982 artisti, e ha raggiunto la maturità: ma è ancora giovane, nel pieno dell'attività. È stato il primo museo di pura arte contemporanea in Italia e ha aperto la strada agli altri». Perché era nato? «Guardi, nell'e-book uscito ora "Ouverture", dal titolo della mostra inaugurale dell'84, il primo direttore Rudi Fuchs scrive: "Questo museo è del popolo, voluto dal popolo". Fu un'idea della Regione e dell'allora assessore alla Cultura Giovanni Ferrero, per avvicinare il pubblico all'arte contemporanea. Ed è in tale direzione che ha continuato a esistere. È anche pensando a questo che abbiamo voluto chiamare la giornata di domani "Sostienedemocrazia"». Come si celebra la democrazia in un museo di arte contemporanea, spesso associato piuttosto alle élite? «Si celebra restituendo a tutti i pubblici dagli addetti ai lavori agli Amici sostenitori, ai follower dei social, ai semplici visitatori il proprio museo. L'ingresso e le iniziative sono gratuiti, si paga solo per mangiare. Si vedono le sale riallestite con recenti acquisizioni, un focus su Fabio Mauri, una mostra dei cataloghi pubblicati: il tutto in streaming sulla web tv del museo». L'idea iniziale, pensando alle 30 candeline, era di radunare i protagonisti dal 1984 a oggi. Ci siete riusciti? «Vedremo domani chi verrà, attendiamo sorprese: abbiamo già le adesioni di Michelangelo Pistoletto e Marisa Merz, forse ci saranno Giovanni Anselmo e Giulio Paolini, di sicuro i più giovani Stefano Arienti, Lara Favaretto, Marzia Migliora, Goldi e Chiari. Noi abbiamo invitato tutti, per ora sappiamo che Fuchs non potrà esserci, per questo ha inviato un contributo». Un bilancio di Beatrice Merz dopo 5 anni di direzione? «Sono soddisfatta, nonostante il periodo difficile che permane tuttora, non solo per la mancanza di mezzi, ma anche per la crisi di valori: siamo tutti intenti a capire come si deve gestire oggi la cultura. Noi abbiamo guardato molto alla parte amministrativa, per ovvi motivi, ma anche alla parte artistica, producendo 33 mostre, 28 pubblicazioni e 3 riallestimenti. Si è continuato a fare nonostante la litania continua che ci accompagnava sullo stato di crisi del museo». Parteciperà al bando per il direttore unico? «No, non mi ricandido: penso sia giusto un ricambio. C'è un tempo per dirigere un museo: cinque anni mi paiono sufficienti». Come vede l'ipotesi della Superfondazione, se mai decollerà? «Il Castello per essere rafforzato potrebbe avere un legame più forte con le altre regge, piuttosto che con Torino Musei: in questo modo il valore aggiunto della contemporaneità rinforzerebbe il sistema delle residenze e favorirebbe lo scambio di pubblici».
"Il Castello di Rivoli si rafforza legandolo alle altre regge non a Torino Musei"
Il Museo BEATRICE Merz ha 30 anni e celebra questa data con una giornata di apertura gratuita, chiamata "Sostienedemocrazia". Il museo è stato fondato con l'idea di avvicinare il pubblico all'arte contemporanea e ha raggiunto la maturità con 167 mostre e 1982 artisti. Il direttore Rudi Fuchs scrive che il museo è "del popolo, voluto dal popolo". La giornata di domani sarà una celebrazione della democrazia, con l'ingresso gratuito e le iniziative gratuite. Il museo ha anche riallestito le sale con recenti acquisizioni e ha un focus su Fabio Mauri.
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