SARANNO selezionati con un bando internazionale i direttori dei quattro musei campani che sono diventati autonomi dall'11 dicembre, assieme ad altri 14 istituti di rilevante interesse nazionale. Finisce la gestione da parte delle soprintendenze di due tra i più importanti musei d'Italia, l'Archeologico di Napoli e il museo di Capodimonte. Allo stesso tempo, sia la Reggia di Caserta che gli scavi di Paestum saranno affidati a direttori e scorporati dalle soprintendenze. Quattro musei dotati di autonomia, per i quali la riforma Franceschini prevede bilancio e statuto propri. Al Collegio romano, la sede del ministero, stanno preparando il concorso internazionale che nei primi di gennaio sarà pubblicato per scegliere i direttori, sia interni che esterni all'amministrazione. Il bando, oltre a essere pubblicato con le consuete procedure, verrà divulgato sulle maggiori testate internazionali: l'obiettivo è di intercettare anche manager museali stranieri. Negli uffici romani si scrivono in queste ore i decreti attuativi. Una delle prime conseguenze dovrebbe essere la fine della gestione commissariale alla Reggia di Caserta, dal 25 settembre affidata all'architetto Ugo Soragni. Per la direzione di Caserta, del museo archeologico nazionale di Napoli (guidato dall'archeologa Valeria Sampaolo), di Capodimonte (coordinato da Linda Martino) e di Paestum (affidato a Marina Cipriani) è prevista dunque una selezione internazionale. I quattro nuovi direttori saranno inquadrati come dirigenti di prima fascia, dovrebbero guadagnare intorno ai 160 mila euro all'anno, cioè quanto spetta ai direttori generali, la cui nomina, tra l'altro, è attesa per domani. Nasce anche il polo museale regionale per favorire un dialogo tra musei pubblici e privati e dar vita a un'offerta integrata. In arrivo anche l'indicazione dei tre soprintendenti unici delle Belle Arti di Napoli, Caserta-Benevento e Salerno-Avellino, e del soprintendente archeologo della Campania, con sede a Salerno.