ALLA vigilia dei riordini delle soprintendenze, gli uffici territoriali del Mibact fanno vedere i muscoli. Il programma era in atto da tempo, ma una bella accelerata ci mostra palazzi reali e musei impacchettati come il migliore dei doni natalizi. Velari che cadranno entro il 2016. A ratificarlo, ieri, il segretario generale del ministero retto da Dario Franceschini, Antonia Pasqua Recchia con tutti i responsabili in carica dei beni culturali: a fianco al direttore regionale della Campania Gregorio Angelini, i soprintendenti Vona, Cozzolino, Cinquantaquattro, Buonomo e in sala molti dei loro funzionari. Tra questi, i responsabili della progettazione, tutta fatta in casa, per il restauro dei "magnifici nove": Palazzo reale, Real bosco di Capodimonte, museo e Certosa di San Martino, Museo archeologico nazionale, Castel Sant'Elmo, museo Duca di Martina e Villa Floridiana, Reggia di Caserta e Palazzo reale di Carditello. La spesa complessiva è di 91.308.000 euro di risorse europee (Programma operativo interregionale "Attrattori culturali, naturali e turismo") e nazionali (fondi Cipe). In prospettiva gli stessi monumenti saranno al centro di politiche di sviluppo e di occupazione. «Le nostre impalcature ironizza Angelini, rinverdendo una vecchia polemica con il Comune non servono a proteggere i passanti, come tante se ne vedono nella città». E aggiunge che «le imprese sono tutte campane e con alle spalle una tradizione nel restauro», e che «i siti resteranno aperti mentre si lavorerà nei cantieri, con visite guidate per seguire le opere in corso anche attraverso un sito web progettato a Genova: www. restaurocampania. com, già attivo». Il direttore regionale Angelini ha ricordato che gli ultimi grandi lavori in Campania risalgono agli anni Novanta e che «le gare e le procedure per quelli appena partiti si sono svolte a tempo di record ». Per il segretario generale Antonia Pasqua «l'obiettivo è rafforzare le soprintendenze. Arriveranno nuovi fondi perché la Campania ha continuato la dirigente Mibact è inserita tra le regioni in ritardo di sviluppo per la programmazione 2014-20». Per il Palazzo Reale, che domenica scorsa ha fatto registrare l'affluenza record di 7 mila visitatori, sono stati impegnati 33 milioni di euro, 18 milioni dal Cipe e 15 dal Poin, con tre lotti di lavori. «Negli ultimi 5 anni sottolinea il soprintendente Giorgio Cozzolino le risorse per la manutenzione erano calate del 75 per cento. Ora abbiamo due cantieri aperti e la facciata che dà su piazza Plebiscito è già consolidata e con un intervento di lavaggio in corso. Non ce la faremo per il 21 marzo, data della visita di papa Francesco, ma entro l'anno prossimo le impalcature saranno tolte e nelle Scuderie, che saranno la porta per il Palazzo, sarà creato un centro di orientamento per visitare Napoli, con installazioni virtuali e reperti esposti». Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente archeologa, racconta che 5 milioni più 3 renderanno nuovamente visitabili la sezione epigrafica e quella egizia, chiuse dal 2008, e che saranno riaperte entro il 2015. Dieci milioni di fondi ordinari sono impiegati per il piano terra e l'efficientamente energetico, oltre che per dotare l'Archeologico di auditorium, punto ristoro e bar. Risparmio del 50 per cento sulle bollette anche per Sant'Elmo, mentre al Bosco di Capodimonte non si dovrà portare più l'acqua da casa. I ricorsi: tutti respinti, così le gare procedono spedite.