Dati choc del ministero: il museo non tira più GROSSETO. Nel 2001 e nel '96 hanno attratto quasi 80mila visitatori. Tredici anni fa l'incasso record: 135mila euro. Ma ora le cose sono drammaticamente cambiate. All'Antiquarium statale di Cosa e nelle aree archeologiche di Roselle e Vetulonia non va quasi più nessuno. Le visite, col trascorrere del tempo, sono diminuite sempre di più. È ciò che evidenziano i dati del ministero per i Beni e le attività culturali. Nel 2013 nelle strutture museali maremmane sono entrate appena 35mila persone, meno della metà rispetto al 2001: 9.283 a Vetulonia, 4.546 all'Antiquarium di Cosa e 18.897 a Roselle, che nonostante l'impressionante declino di presenze resta l'area archeologica di maggior richiamo di tutta la Maremma. Ma i numeri sfigurano di fronte alle alte potenzialità dei tre siti storici, che dal punto di vista turistico potrebbero essere valorizzati di più. L'area archeologica di Vetulonia dal 2002 ad oggi ha perso circa 11mila visitatori, per una differenza percentuale pari al 60. Undici anni fa gli ingressi furono quasi 23mila. Un numero che al giorno d'oggi sembra (ed è) irraggiungibile. Quell'anno, come accade tuttora, accedere agli scavi non comportava alcuna spesa. Ma perfino quando si pagava i numeri erano migliori rispetto a quelli odierni. Nel '96, ad esempio, fra appassionati e turisti a Vetulonia arrivarono 14.249 persone, per un incasso lordo di 20mila euro (convertito dalle vecchie lire). Se mettiamo a confronto tutte le aree museali della nostra regione, scopriamo che rispetto al 2007 l'ultimo anno prima della crisi e uno fra i migliori per i siti culturali della Toscana Vetulonia è stato il quarto a perdere più visitatori, con un afflusso in picchiata del 47,7. Nello stesso periodo l'Antiquarium di Cosa ha perso il 42,2 dei visitatori, passando da 7.861 a 4.546 biglietti staccati. In flessione, naturalmente, anche gli incassi: da 8.332 a 4.372 euro. Quasi dimezzati, insomma. Pensare che nel '96 nel sito archeologico grossetano si sono viste ben 12.214 persone, il 63 in più dell'anno scorso. E a quel tempo i ricavi furono ovviamente più consistenti, visto che ammontarono a 30 milioni delle vecchie lire. Ma in occasione della domenica gratuita organizzata dal ministero per i Beni e le attività culturali turisti e appassionati hanno dimostrato un rinnovato interesse verso l'Antiquarium. Secondo quanto raccontato dai dipendenti, infatti, i visitatori (in tutto 55) sarebbero rimasti molto soddisfatti dal fatto che è stata data loro la possibilità di allestire a proprio gusto le vetrine dei reperti esposti, sotto la guida di un esperto. Anche l'area archeologica di Roselle sta soffrendo di un'incredibile emorragia di presenze. Solo dal 2007 al 2013 sono spariti quasi 12mila visitatori, mentre se allarghiamo la forbice al 1998 (quando i biglietti acquistati furono più di 54mila) scopriamo che il saldo è negativo di 42mila ingressi. Una fuga senza fine e difficilmente pronosticabile in tempi più remoti. Quasi 68mila gli euro di introiti dell'epoca (tradotto in lire circa 130 milioni) e appena 38mila quelli raggranellati oggi. I tre siti culturali grossetani raffrontati con gli altri della Toscana sono purtroppo fra quelli dove i cali di accessi pesano di più.
Crolla il numero dei visitatori nelle aree archeologiche della Maremma
Il ministero dei Beni e delle attività culturali ha rilasciato i dati relativi alle visite ai siti archeologici di Cosa, Roselle e Vetulonia. Nel 2001 e nel 1996, questi siti hanno attratto quasi 80mila visitatori, con un incasso di 135mila euro. Tredici anni fa, l'incasso record era stato raggiunto. Tuttavia, negli ultimi anni, le visite sono diminuite drasticamente. Nel 2013, sono state contate solo 35mila persone, con un calo del 47,7% rispetto al 2007. L'Antiquarium di Cosa ha perso il 42,2% dei visitatori, passando da 7.861 a 4.546 biglietti staccati.
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