Non solo tagli. Il Comune di Grosseto sperimenta una cura per strappare la pineta agli attacchi dei parassiti killer GROSSETO. Non solo tagli, ma anche cure massicce per debellare il parassita killer dei pini. A Marina e Principina a mare 400 pini sono stati sottoposti a trattamento per "salvare il salvabile". La cura si è conclusa da poco e ha visto 350 pini curati a Marina e 50 nell'altra frazione. Fa il punto Giuseppe Monaci, assessore ai lavori pubblici del Comune di Grosseto, che dettaglia le novità di un progetto municipale dal "triplice" risvolto. Taglio, ripiantumazione e cura. L'argomento è discusso oggi in consiglio comunale. Tagli. Primo punto: gli abbattimenti degli alberi malati stanno completando il percorso pianificato dall'amministrazione. «Stiamo continuando i lavori di taglio e asportazione degli alberi malati - dice Monaci - Le operazioni sono seguite dal servizio fitosanitario regionale». Centinaia di pini sono già crollati sotto la scure mentre altri sono "segnati". «Le operazioni, autorizzate dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici, sono in corso in via del Tombolo a Marina», dove decine di esemplari malati sono "cerchiati" di bianco, votati a morte. Non solo. «Stiamo portando avanti un'operazione eccezionale che non si conclude con il taglio: al posto dei pini marittimi tagliati piantiamo pini domestici». A Marina di Grosseto - in via del Tombolo e strade limitrofe - sono in corso diverse decine di tagli, a fronte di nuove ripiantumazioni per compensare l'effetto traumatico degli abbattimenti. «A Principina a mare l'azione di taglio può invece dirsi conclusa e la frazione a questo punto può dirsi messa in sicurezza». Cure. Ma c'è ancora un altro fronte. Il Comune sta cercando di salvare altri 400 pini, di cui 350 a Marina e 50 a Principina, grazie a un piano di trattamenti endoterapici sperimentale concluso, e che non si sa se darà un risultato «ma intanto ci proviamo». Si tratta di «introdurre con un trapano un'iniezione nella linfa ascendente degli alberi, quella che procede verso le foglie, e introdurre prodotti chimici naturali autorizzati dal ministero della sanità, sperando che siano un deterrente per un paio d'anni contro i parassiti, la cocciniglia nel pino marittimo e il tomicus nel domestico». Il costo è di 15 euro a pianta (6mila euro in tutto), già inclusi nell'incarico affidato alla ditta Cavalluccio di Marina. Mille alberi tagliati. «Non abbiamo mai voluto tagliare i pini per pura volontà di farlo - ribadisce Monaci rispondendo ai detrattori - E la prova è che solo nel 2014, dato eclatante, ben 1000 privati hanno proceduto all'abbattimento dei propri pini, a fronte di 250-300 circa degli anni passati. Segno che gli stessi cittadini hanno valutato che quella era purtroppo diventata l'unica soluzione».