Raccolto l'appello del compianto Guglielmo Tocco, artista e poeta, per riqualificare il monumento di valore storico artistico e archeologico rimasto per troppi anni nell'oblìo Dall'appello lanciato dal compianto artista e poeta lentinese Guglielmo Tocco, a chiunque avesse intenzione di prendere parte alla riqualificazione della chiesa di San Giusto, sono trascorsi più di due anni. L'invito, al quale in tanti risposero, si trasformò in una vera crociata durante la quale uomini, guanti, attrezzi da lavoro e un'incredibile forza di volontà, riportarono alla luce il monumento di notevole valore storico, artistico e archeologico che si trova tra Lentini e Carlentini. Tocco, insieme con un gruppo di cittadini, fondarono un comitato di volontari, tra cui la moglie Lidia Costanzo, la figlia Simona, Rosaria Privitera Saggio, Alfredo Martinese, Francesco Panarello, coordinati dalla docente Maria Arisco. Spinti dall'amore per il loro paese, grazie a due squadre di operai in due giorni fu possibile restituire il decoro ad uno dei più antichi siti che ricadono tra i due territori. A bonificare l'area ormai ridotta ad una discarica, anche il Comune di Carlentini si attivò per sostenere i lavori. Fu un impegno che rientrò comunque nel percorso intrapreso da Guglielmo Tocco, volto alla valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale. Per riportare il sito al suo splendore iniziale, i volontari spalarono la montagna di rifiuti, estirparono le erbacce, tolsero le pietre nel rispetto delle origini e tradizioni, uniti in un unico gesto di puro esempio di una cittadinanza attiva. «Resta ancora del lavoro da completare, ma contiamo di farlo presto» furono le ultime volontà di Tocco. Dopo la sua scomparsa prese corpo l'idea di costituire formalmente l'associazione culturale "Guglielmo Tocco", fortemente voluta dalla famiglia e dagli amici. Lidia e Simona rispettivamente moglie e figlia di Guglielmo, da quel momento si sono attivate per realizzare e sviluppare idee e attività in cantiere volte a promuovere iniziative di carattere culturale, legate alle sue opere e alle sue sfere di interesse, ma anche per onorare il nome di Guglielmo Tocco nel tempo, senza abbandonare mai l'idea di portare avanti l'opera incompiuta nella chiesa di San Giuseppe Giusto. Salendo su per la strada che costeggia il cimitero di Lentini, un tempo via di comunicazione per raggiungere Pedagaggi, si arriva senza troppa fatica alla chiesa rupestre. Il cartello turistico, da un'idea di Tocco indica la giusta direzione. Secondo gli esperti, si tratterebbe di una chiesa medievale appartenente ad un imprecisato ordine monastico consacrata al "Padre Giusto e Saggio di Cristo" ossia "San Giuseppe". La facciata è stata danneggiata dal tempo, dall'incuria e dall'abbandono. Di forma quadrangolare delimitata da due ampi pilastri, al centro vi è un portale d'accesso e una piccola finestra di forma circolare. All'interno della chiesa scoperchiata a causa del crollo del tetto, si ammira quel che rimane della pavimentazione, l'altare e gli affreschi che adornavano le pareti. Da qualche giorno, l'area attorno alla chiesa ha uno steccato nuovo di zecca. A recintare la parte esterna dopo l'ennesima bonifica avvenuta di recente, sono stati alcuni volontari con in testa Tanino Sferrazzo, Lidia, Simona che, secondo i principi portanti della SOpRINTENDENZA, si sono attivati per continuare l'opera di recupero e valorizzazione di un bene di inestimabile valore che appartiene alla città di Lentini. Rosanna Gimmillaro 15122014