Presidente Italia Nostra-Napoli ITALIA Nostra non ha mai espresso riserve sull'attività di divulgazione scientifica svolta dalla Fondazione Idis, né sulla sua «salvaguardia di alcune testimonianze dei processi produttivi» dell'ex Italsider, come si legge nella prefazione del libro "Alle radici di Città della Scienza", su cui lodevoli e speranzosi giudizi ha scritto Ugo Leone ("Repubblica", 9 dicembre), il quale però lamenta anche «ritardi e ostacoli» alla ricostruzione della stessa dopo l'incendio dello scorso anno. Aggiungo che si può esprimere solo compiacimento per una ricerca storico-architettonica sugli aspetti di archeologia industriale costituiti dalla preesistente Fabbrica chimica ottocentesca dei Lefebvre e dai successivi passaggi. Si resta invece perplessi quando nel libro viene affermata la singolare tesi che sarebbe oggi anacronistico ricreare la lunga spiaggia e l'originario paesaggio naturale e «cancellare del tutto le vestigia industriali» (peraltro distrutte dall'incendio). Eppure la stessa citata, diligente ricerca ha attestato alla fine dell'Ottocento testualmente «la notevole profondità della spiaggia antistante l'impianto, estesa per circa 200 metri, cioè molto più di quella odierna...». Allora si avverte manifestamente che la predetta ricerca ha poi inclinato a compiacere il committente della stessa, e cioè Città della Scienza che ne ha promosso la pubblicazione. Infatti è questa la divergenza con la posizione degli esponenti di Italia Nostra e del Comitato per la spiaggia pubblica di Coroglio, i quali chiedono il rispetto degli strumenti urbanistici vigenti, della Legge 582 e del vincolo paesaggistico Mibact sull'area di Coroglio che sanciscono il ripristino della morfologia naturale della costa, della spiaggia, liberando dai manufatti il litorale, e quindi della balneazione. Eppure tali istanze vengono da alcuni considerati atteggiamenti puramente ideologici.