Roma In merito all'articolo a firma di Corrado Zunino pubblicato su La Repubblica sabato 13 dicembre smentisco categoricamente, sia a livello personale che nella qualità di Direttore Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, di aver avuto contatti o rapporti con le attività svolte direttamente o indirettamente dalle cooperative di Salvatore Buzzi o con altri soggetti coinvolti a qualsiasi titolo nella vicenda giudiziaria. La mia attività professionale all'interno delle istituzioni da oltre 30 anni è stata sempre improntata alla massima trasparenza, correttezza, imparzialità e onestà. I riferimenti a presunte dazioni di denaro o orologi al dott. Angelo Scozzafava sono prive di fondamento. Quanto affermato da Salvatore Buzzi nel corso di una conversazione telefonica intercettata e riportata, solo parzialmente, negli articoli censurati, non mi riguarda e il suo contenuto non è a me riconducibile in alcun modo, né formalmente né sostanzialmente. La ricostruzione dei carabinieri del Ros descritta nell'ordinanza della procura di Roma e, soprattutto, le telefonate intercettate e gli sms scambiati tra Salvatore Buzzi, la nipote Irene Turchetti e il commissario d'esame Angelo Scottafava descrivono precisamente il tentativo di far vincere proditoriamente il concorso comunale alla figlia di Anna Maria Buzzi previo tangente al commissario (un orologio di Bulgari da 5mila euro). (c.z.) Lettera Firmata