SARÀ OGGI CON BRAY E MONTANARI ALLE MURATE CONTRO LA LEGGE VOLUTA DAL PREMIER RENZI AL GOVERNO col Pd in Toscana ma all'opposizione del governo del Pd a livello nazionale. L'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson, al fianco di Rossi dal 2010, parteciperà oggi ad un'iniziativa pubblica presentata come una stroncatura netta della legge "Sblocca Italia" di Matteo Renzi. L'iniziativa, che si svolge alle 17 al Caffè letterario delle Murate, in via dell'Agnolo, si intitola "SalvaItalia!" e propone «un altro modello di sviluppo possibile » che contrasti a 360 gradi la legge del governo, accusata di «aprire le porte ad una nuova aggressione all'ambiente e ai beni comuni». Marson ha appena firmato il Piano sul paesaggio, seppure con le modifiche chieste dal mondo agricolo e imprenditoriale. Un Piano che mette al primo posto la tutela del territorio, la differenziazione tra tipologie di colture e il blocco delle nuove costruzioni fuori dai centri urbani, una novità che traccia una sorta di confine invalicabile tra città e campagna. Marson segue la sua linea, ha un'idea precisa in testa e la sua visione, evidentemente, non collima con quella di Renzi e della sua squadra. Oltre all'assessore regionale alle Murate parlerà lo storico dell'arte Tomaso Montanari dell'università Federico II di Napoli. Curatore dell'instant book Rottamaitalia uscito il 7 ottobre con la rivista Altreconomia in cui sedici firme prestigiose, tra cui quella di Salvatore Settis, corredate da vignette di Staino, Ellekappa, Altan, smontavano pezzo per pezzo il decreto poi convertito in legge. «Vogliamo un paese moderno», scriveva Montanari, che ha ripreso il tema nei suoi recenti articoli su Repub-blica pubblicati nei giorni dell'alluvione in Liguria sul "potere folle del cemento". «Un paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro. Un paese che cresca, e non un paese che divori se stesso». All'incontro partecipano anche il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto e il deputato del Pd Massimo Bray, ex ministro dei Beni culturali nel governo Letta. Quattro voci di peso che criticano il governo Renzi e il suo piano di sviluppo.