È LA dieta dei dehors. Il super piano per "alleggerire la città" a cui il Comune lavora per marzo 2015: un nuovo patto con la Soprintendenza dopo quello del 2011 rivoluzionerà ancora una volta decine e decine di zone del centro, a partire da piazza Duomo e Santo Spirito. Magari non subito: difficile che le pedane con autorizzazioni in corso vengano fatte smontare a primavera, più probabile arrivino a scadenza. Ma la strada è comunque tracciata. «Le parole d'ordine sono: liberare i monumenti, tutelare la bellezza di Firenze. Occorre alleggerire i dehors del futuro lavorando sulla qualità», è convinto l'assessore. A 4 anni dal concorso di progettazione indetto ai tempi di Nardella vicesindaco, la gara internazionale di design che nel 2010 provò a mettere ordine per la prima volta nella giungla delle pedane di bar e ristoranti, è una nuova era dell'estetica del centro che si apre. L'era degli esterni "light" dopo quella delle pedane "hard". Se in questi anni si è lavorato per rendere meno disordinate le pedane dando regole alle varie zone del centro con materiali, colori e coperture, ora è il momento di andare oltre. È tempo di fare un ragionamento sull'impatto stesso dei dehors in quanto tali: saranno anche più decorosi del passato ma in alcune aree è bene iniziare a dire stop, è il Bettarini pensiero. Meglio lavorare a rendere belli e decorosi sedie e tavoli, sempre rimovibili e ben poco impattanti, che continuare ad autorizzare dehors su dehors fissi (sono ormai la bellezza di 662), senza possibilità di modifiche rapide né di rimozioni notturne e per di più inclini a costanti violazioni delle regole, dall'uso dei tendoni di plastica laterali (da San Firenze a via dei Servi) a quello dei menu touch screen esposti verso la strada (da Santa Croce a via Ricasoli), anche questo proibito. «Stiamo notando un rilassamento totale da parte dei locali, specie sull'uso della plastica, che non siamo disposti a tollerare», dice proprio Bettarini annunciando un giro di vite senza precedenti sui controlli. Un cambio di filosofia ispirato alla tutela dei monumenti e alla difesa del valore della città. Ma non una retromarcia, tiene a spiegare l'assessore: «Col concorso e il primo protocollo d'intesa del 2010 si è dato un senso ai dehors di Firenze. Ora bisogna fare il passo successivo: ragionare intorno al fatto che dalle strade di Firenze passa un gran valore, come testimonia l'aumento di 200 mila visitatori nei primi sei mesi 2014, 8 solo negli hotel 4 e 5 stelle. C'è un livello di saturazione della città per quel che riguarda il suolo pubblico. Mi piacerebbe poter dire no a nuove pedane, anche se devo trovare lo strumento giuridico per farlo visto che le liberalizzazioni mi legano le mani. Ma anche per i luoghi dove le pedane ci sono già è ora di pensare alla dieta: il modello è via Martelli, tavolini e sedie, che di notte vanno via e non impattano quanto un dehors». Da dove si comincia? Dal Duomo: molte delle pedane attualmente autorizzate, sia sul lato Palazzo Sacrati Strozzi che in piazza San Giovanni, potrebbero subire pesanti modifiche. Quali e quante? «Bisognerà decidere », si limita a dire Bettarini, che sta discutendo con la Soprintendenza. Anche Santo Spirito, la piazza dei dehors tutti diversi fra loro cambierà volto: «Il criterio sarà l'omogeneità », annuncia l'assessore.