Grazie al tunnel aperto dall'animale è venuta alla luce una tomba etrusca: era di una famiglia benestante di Magliano Non ha certo il nome di Henry Walton Jones Jr., l'Indiana Jones dei film di George Lucas ma almeno come soprannome se lo merita tutto. Nonostante che il protagonista di questa sceneggiatura maremmana, che si è sviluppata tutta in un'oliveta di Magliano in Toscana sia un istrice che ha avuto il merito, andando a ficcare il suo nasino a punta nel terreno, di far venire alla luce una tomba etrusca a due celle. Proprio accanto a quella che fu scoperta trent'anni fa da un gruppo di archeologi e che, sulle sue pareti, porta i segni dell'arte e i disegni colorati di un popolo che non c'è più. L'oliveta, che si trova appunto a Magliano, fa parte di un'azienda agricola della zona che è nata proprio su una vera e propria necropoli. Nessuno stupore quindi quando dal terreno è spuntata la volta che copre la tomba. Semmai è stato il metodo a far sorridere anche gli archeologi che da pochi giorni hanno finito lo scavo di emergenza che è stato autorizzato dalla Sovrintendenza per i beni Archeologici della Toscana. Tutto è cominciato con l'intrusione dell'istrice che ha scavato una buca nel terreno. Sulle prime, quando i proprietari dell'oliveta hanno visto quel tunnel hanno pensato alla presenza di un tasso. Poi però, hanno visto l'animale girare per l'oliveta e hanno fatto due più due, chiedendo subito l'intervento della Sovrintendenza. La responsabile degli scavi, Paola Rendini, è andata subito a vedere di cosa si trattasse. «Già dalla volta - spiega - abbiamo capito di trovarci di fronte a una tomba etrusca di grandi dimensioni. Non una tomba principesca, ma sicuramente fatta costruire da una famiglia importante». L'associazione culturale Progetto archeologico Alberese ha fatto il resto. Un team di novelli Indiana Jones sono andati a Magliano e hanno cominciato a scavare, finendo il lavoro che era stato iniziato, inconsapevolmente dall'istrice. E la tomba etrusca, risalente probabilmente al periodo tra il settimo e il sesto secolo avanti Cristo è stata riportata alla luce. «Si tratta di una tomba che ha una base di cinque metri per quattro e mezzo - aggiunge la Rendini - composta da due celle con due panchine ciascuna. Su una di queste sono stati trovati anche resti ossei che si sono conservati proprio perché parte del tetto era crollato». Accanto ai corpi tumulati nella tomba c'era tutto il corredo funebre: buccheri, coppe, piatti. Segno quindi, che quello scavo, non era stato fatto da un tombarolo malintenzionato. «La scoperta di questa tomba non è eccezionale di per sé - dice ancora Paola Rendini - perché in quella zona c'è una vera e propria necropoli. Poi si trova a poche decine di metri dall'altra, quella che abbiamo scoperto e scavato trent'anni fa». Tombe etrusche, patrimonio eccezionale della Maremma, che però non possono essere visitate. Di quella con le pareti dipinte, c'è un plastico al centro di documentazione del Comune di Magliano in Toscana. Per ora, bisogna accontentarsi di vederla così.