«Il calo dei visitatori nei musei toscani può essere invertito. Noi lo abbiamo fatto puntando sull'attività didattica con le scuole e cercando, pur con i pochi fondi a disposizione, di fare quel minimo di pubblicità per far conoscere le nostre strutture». A dirlo Dario Matteoni, storico dell'arte della Soprintendenza di Pisa e Livorno, dal 2010 direttore dei Musei nazionali di San Matteo e Palazzo Reale, entrambi nella città della Torre. Proprio quest'ultimo, dal 2007 al 2013, è fra le strutture culturali italiane con il maggior incremento di visitatori (671). Un risultato in netta controtendenza rispetto a molte altre realtà della nostra regione. Direttore, anche se a livello assoluto i numeri non sono altissimi, il Museo di Palazzo Reale presenta crescite percentuali impressionanti, mentre nel resto della Toscana molte realtà sono in calo. Come avete fatto a superare così brillantemente la crisi? «Abbiamo sviluppato molto l'attività didattica con le scuole e ai visitatori offriamo visite guidate e massima cortesia. L'obiettivo era quello di migliorare l'accoglienza e ci siamo riusciti. Inoltre abbiamo creato un depliant che distribuiamo gratuitamente proprio per far conoscere meglio le nostre strutture e fornire una guida immediata agli interessati». Quindi non avete speso tanto per raggiungere questi obiettivi? «No. Facciamo il massimo con i pochi soldi a disposizione. Per il Museo di Palazzo Reale abbiamo messo in piedi una mailing list proprio per pubblicizzare le nostre iniziative, come le mostre. È a costo zero. Inoltre ci appoggiamo molto ai media. Giornali e televisioni sono fondamentali per la promozione». E quest'anno come stanno andando i musei? «Sono soddisfatto, ma mi piacerebbe che crescessimo di più a livello assoluto. Le potenzialità non mancano di certo». La presenza della Torre di Pisa non può essere sfruttata in qualche modo per attrarre i tantissimi visitatori che vi arrivano ogni giorno? «Il turismo di Piazza dei Miracoli ha tempi contingentati e purtroppo si concentra solo lì. Io non colgo un'osmosi con il resto della città. Basta seguire i vacanzieri giorno dopo giorno. Di solito si fermano al parcheggio di via Pietrasantina, vanno a piedi fino alla Torre e poi tornano indietro. Difficile che si spostino, anche qualcuno più curioso ora sta iniziando a farlo». Cosa ne pensa invece dei cali di visitatori nelle altre realtà toscane? «È un trend generale. A soffrire sono le realtà più piccole e frammentate, mentre la Galleria degli Uffizi fa storia a sé. Ha un tasso di crescita consolidato ed è famosissima: chi visita la Toscana non può non fermarcisi. Non mi spiego invece dei cali dei visitatori nelle ville napoleoniche». Che cosa può essere successo? «Non lo so. Qualcosa evidentemente non ha funzionato. Ho diretto i due musei negli anni Ottanta e non avrei mai pensato a un calo del genere. Bisogna capirne il motivo, anche se quest'anno grazie alle celebrazioni del Bicentenario napoleonico i dati dovrebbero essere decisamente più positivi». (s.t.)
PISA - La rinascita inizia dalle scuole
Il direttore dei Musei nazionali di San Matteo e Palazzo Reale, Dario Matteoni, afferma che il calo dei visitatori nei musei toscani può essere invertito attraverso l'attività didattica con le scuole e la pubblicità. Il Museo di Palazzo Reale ha registrato un aumento significativo di visitatori, mentre molte altre realtà toscane sono in calo. Matteoni attribuisce il successo al miglioramento dell'accoglienza e alla creazione di un depliant per promuovere le strutture. Non ha speso molto denaro per raggiungere questi obiettivi, utilizzando invece le risorse disponibili. Il direttore è soddisfatto, ma desidera un aumento di visitatori a livello assoluto.
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