La linea è interrotta da mesi e la riapertura il 14 dicembre è saltata Marrone: "I pm ci devono dire come uscire dal conflitto su Villa d'Elboeuf" SARÀ un magistrato a tentare di risolvere il contenzioso tra Ferrovie dello Stato e Invest srl, l'immobiliare proprietaria di Villa d'Elboeuf, che blocca la riapertura della Napoli- Salerno. L'invito arriva dal sindaco di Portici, Nicola Marrone, dopo l'annuncio di Rfi (Rete ferroviaria italiana) che il 14 dicembre i treni continueranno a non passare sui binari del Granatello, come avviene da circa un anno, dal 5 febbraio scorso. Marrone, magistrato anche lui, ha chiesto un incontro alla pubblico ministero Esposito della Procura di Napoli, titolare dell'inchiesta sulla vicenda che esaspera i pendolari. «Sono andato sul posto a verificare e ho parlato con i proprietari della Villa - spiega Marrone -. La vicenda è già da tempo nelle mani della magistratura: la Procura di Nocera ha aperto un primo fascicolo, ma per competenza territoriale l'inchiesta è passata a Napoli e c'è già un consulente nominato dalla Procura. Credo che il modo per dipanare la matassa a questo punto - prosegue Marrone - potrebbe essere quello di ricevere indicazioni da parte dei magistrati per capire come uscirne». La partecipata al cento per cento di Ferrovie dello Stato e la ditta proprietaria - che sostiene di voler tutelare un bene culturale di grande valore - si guardano in cagnesco. La rete ferroviaria più antica d'Italia correva lungo il mare, e lambì anche la prima villa vesuviana del Miglio d'Oro. Che ora, comunque, ha una parziale attestazione di messa in sicurezza da parte del tecnico che sta eseguendo i lavori per conto della Invest. Un'altra area è coperta dalla galleria metallica a progressione che Rfi non ha potuto completare a causa dei ponteggi e le mantovane di Invest sporgenti sul loro cantiere. «In teoria potremmo uscirne - spiega il sindaco di Portici - ma c'è ancora un contenzioso molto forte, per questo auspico un intervento del pm». A febbraio il crollo dell'edificio storico che metteva a rischio la linea ferroviaria, poi l'ordinanza del sindaco che invitava alla messa in sicurezza e che Invest ha impugnato davanti al Tar, accusando le Ferrovie di aver realizzato piloni e opere improprie che avrebbero contribuito al crollo. La ditta teme di dover corrispondere un risarcimento per interruzione del traffico ferroviario. Il Tar ha dato ragione alla controllata di Fs spa. Ma la lite ha avuto un seguito dopo le conferenze dei servizi convocate dal Comune. Invest si era fatta avanti per i lavori di messa in sicurezza, ma le Ferrovie hanno chiesto una fideiussione di 500 mila euro in caso di interruzione nell'esecuzione dei lavori e la ditta non ha accettato. Allora Rfi il 6 agosto scorso ha dato il via ai lavori della cosiddetta "protezione passiva", con in tasca le autorizzazioni di Comune e soprintendenza concesse tra marzo e maggio scorsi, mentre Invest procedeva con la messa in sicurezza della villa. I ponteggi Invest dovevano essere rimossi entro 90 giorni, ma sono rimasti lì. E al momento di finire di montare la galleria, i gestori della linea hanno dovuto fermarsi. «La linea non può riaprire - dichiara il direttore di Rfi, Marco Gallini - un treno non può circolare dove i tubi dei ponteggi invadono la sagoma limite, impedirebbero la circolazione, trovandosi a distanze non regolamentari rispetto alle norme di sicurezza». Ci sarà pure un giudice per la ferrovia Napoli-Salerno che metta d'accordo i due contendenti. Anche in vista dell'assegnazione da parte del Comune dei lavori del waterfront di Portici (9,9 milioni di euro) che proprio davanti a Villa d'Elbeuf dovrebbe passare, trovandola - sperano in Comune - libera da ponteggi e mantovane.