Tutto fermo perché non si capisce quale sia l'ente che deve indire la gara Siracusa. La Regione non sa a quale ente far espletare la gara per la valorizzazione di Pantalica e l'Europa si riprende indietro i suoi soldi. A rischio non c'è soltanto qualche milione di euro ma, soprattutto, la credibilità di sette Comuni. E l'esperimento "piano di gestione" tra pubblico e privato nel territorio che conta la più alta densità di siti Unesco al mondo. Su sette Comuni del Val d'Anapo, infatti, quattro sono iscritti nella lista "patrimonio dell'umanità": Ferla, Cassaro, Sortino (territori in cui ricade il sito di Pantalica) e Palazzolo (tra i Comuni del riconoscimento Val di Noto). A questi si aggiungono i paesi-musei Buscemi e Buccheri, e il Comune baluardo dell'architettura liberty Canicattini Bagni. Con loro anche la SOpRINTENDENZA di Siracusa, la Camera di Commercio, l'Azienda regionale foreste demaniali, l'agenzia Gal Val d'Anapo e l'ex Provincia di Siracusa. Una cordata pubblico-privata che ha ottenuto i primi 3 milioni di euro dall'Europa per Pantalica e che, ora, rischia di perdere nuovi finanziamenti (già arrivati alla Regione da un anno e mezzo) per colpa della mala-burocrazia. «In ballo ci sono 400mila euro e un progetto legato ad altri due già finanziati - dice Pippo Gianninoto, vicepresidente della Camera di Commercio e presidente del coordinamento Pantalica Val d'Anapo - che senza quest'ultimo passaggio perderebbero valore. Abbiamo ottenuto i soldi per due interventi fondamentali per la valorizzazione della riserva di Pantalica e della valle dell'Anapo che si snoda tutt'intorno alla Necropoli rupestre, ma manca l'ente che possa espletare la gara d'appalto». I fondi in questione sono relativi all'attivazione di una carta dei servizi turistici del Siracusano: idea sposata dal museo Bellomo e dall'Azienda foreste demaniali oltre che dal Gal Val d'Anapo per promuovere un turismo integrato che dia ai visitatori l'opportunità di ammirare la riserva di Pantalica, acquistare prodotti tipici e servizi, usufruendo di un unico ticket per i siti archeologici, naturalistici e i musei coinvolti insieme. I soldi sono arrivati e la Regione ha già firmato il decreto da un anno e mezzo, tuttavia non si comprende chi debba fare la gara d'appalto. «Tutto si è bloccato - dice Gianninoto - perché non si capisce se tocca alla SOpRINTENDENZA oppure all'assessorato regionale ai Beni culturali indire la gara. Oppure, ancora, alla Sicilia e-servizi che avrebbe dovuto occuparsene, secondo una prima ipotesi, in quanto si parla di un progetto legato all'informatica. Ma la società in house della Regione venne congelata: forse adesso si potrebbe di nuovo coinvolgerla ma, certo, la Regione deve decidere e subito perché se la gara non verrà espletata entro fine anno, i soldi torneranno all'Europa». Gli fa eco il sindaco di Sortino, Enzo Buccheri. E il mancato finanziamento del progetto avrà ripercussioni negative sugli altri due finanziati con quattro milioni dall'Ue sempre per Pantalica e Val d'Anapo che prevedono, tra l'altro, la nascita di un museo il quale, però, rischierebbe di essere riempito a metà. «Il Gal Val d'Anapo è pronto a rivedere e correggere il progetto della carta turistica, se richiesto dalla Regione - dice Gianninoto - e lo farebbe gratis. Ma non si perda tempo. È questa un'opportunità che non possiamo perdere in alcun modo perché vede in campo quella gestione innovativa prevista proprio dal piano dell'Unesco per valorizzazione e promuovere la fruizione dei siti e del loro comprensorio. Attraverso questi progetti, la valle dell'Anapo che oggi conta poco più di 60mila visitatori all'anno, potrebbe arrivare ad averne fino a 500mila puntando su quel turismo integrato che mette insieme archeologia, natura, enogastronomia. I soldi ci sono, la Regione ci aiuti a non perderli». 13122014