La Fondazione Parco Nazionale della Pace sarà cancellata con un colpo di penna. Al suo posto nascerà un'istituzione. È questa la decisione "obbligata" come l'ha definita il sindaco Verona - presa dal Comune di Stazzema. Così, a 5 anni dall'istituzione della Fondazione (ma tutto è fermo perché non erano stati nominati né un consiglio né un direttore) è tutto da rifare. Mentre i superstiti della strage di Sant'Anna ancora in vita attendo che politica e burocrazia si mettano d'accordo. A portare a galla la questione è stato il consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni. In realtà tutto sta accadendo all'interno del consiglio della Regione che sta per modificare la legge con la quale nel 2009 aveva istituito la Fondazione di Sant'Anna, trasformandola nell'Istituzione Parco Nazionale della Pace. «Un'istituzione, rispetto ad una fondazione, non è autonoma e indipendente spiega Gian Piero Lorenzoni - la fondazione è quasi un soggetto privato, mentre un'istituzione rimane all'interno della struttura comunale, ne è governata, e non gestisce in autonomia le proprie attività». Nell'istituzione ad esempio verrebbero meno come soci sia la Provincia che la Regione. «La modifica è solo un atto strumentale che non trova nessuna giustificazione prosegue Lorenzoni ma se anche ci fosse, è scandaloso che se ne venga a conoscenza solo casualmente. Ed è ancora più grave perché si parla di Sant'Anna. Tutto è avvenuto all'oscuro, invece di essere discusso in consiglio comunale». È stato il Comune di Stazzema a indicare alla Regione, nel gennaio di quest'anno - con lettera a firma del segretario Canessa - che c'erano problemi relativi alla costituzione della Fondazione. «La nostra spiega il sindaco Maurizio Verona - è stata una scelta forzata e dettata dall'inalienabilità del Museo storico di Sant'Anna e dei beni mobili. Come si fa a costituire la Fondazione del Parco Nazionale senza il Museo della Resistenza? Le attività si svolgono lì dentro ed è il fulcro del Parco della Pace. E senza una cessione dell'immobile la Fondazione non avrebbe potuto gestirlo». Di certo c'è che tutto ciò viene fuori a distanza di 5 anni. «Evidentemente nessuno è stato in grado di accorgersene prima spiega Verona poi quando la pratica è stata verificata dal Ministero dei Beni Culturali è stato messo in luce che il Museo ha determinate caratteristiche ed è inalienabile. In consiglio portiamo temi che siamo sicuri poter realizzare - prosegue Verona. Se la Regione approverà la modifica ne discuteremo sicuramente». Ma Lorenzoni replica: «Il Museo potrebbe essere benissimo gestito dalla Fondazione e la proprietà rimanere al Comune. Quando la Fondazione non ci sarà più o dovesse cessare, il comune se ne riapproprierebbe anche nell'uso. Ciò dimostra prosegue Lorenzoni - che anche Verona si è reso conto in prima persona che Sant'Anna è un'occasione per apparire e avere possibilità personali. Con la Fondazione sarebbe il presidente a occuparsi di tutto».