La data del 10 dicembre 2014 per la Reggia di Caserta può definirsi storica: sebbene occorrano ancora con ogni probabilità dei mesi perché la novità sia operativa, il Palazzo reale è da ieri assurto al rango di Soprintendenza speciale con una sua autonomia. Al pari, tanto per citare esempi illustri (sebbene ampiamente abusati), degli Uffizi di Firenze o degli Scavi di Pompei. La data era stata fissata dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica d'inizio dicembre dopo che il regolamento di organizzazione del ministero per i Beni e le attività culturali aveva superato il vaglio della Corte dei Conti. L'inizio della riforma riguarda in totale 19 monumenti del Paese, tra gallerie e siti d'interesse culturale. A fare riferimento al loro nuovo status, ovvero all'acquisita autonomia, è il Decreto che porta il nome del ministro Dario Franceschini. Sui tempi di attuazione di quanto fissato, però, non c'è alcuna certezza. A Caserta, ieri, la notizia è passata sotto silenzio. I contenuti della riforma non si toccano ancora con mano. «Siamo tutti in attesa di saperne di più» ha ammesso da Napoli il soprintendente del Polo museale di Napoli e Reggia di Caserta, Fabrizio Vona. «Ciò che conosciamo - ha aggiunto - è quello che si legge dai giornali». Non un modo di declinare commenti o riflessioni su quanto sta per accadere ma la semplice ammissione di essere in qualche modo impossibilitato nel fare previsioni. Toccherà al Mibact ad inizio 2015 procedere ad una serie di nomine. Fra le altre, quella che riguarderà il profilo del nuovo soprintendente della Reggia. Il primo di quel nuovo corso auspicato da anni a livello locale, dove si sono sempre levate le accuse verso le forme di «centralismo» che hanno impedito il rilancio del monumento. Non ultime, quelle relative alla mancanza di ricadute significative circa gli introiti che il monumento è stato in grado di realizzare specie negli anni passati. Solo il 20 per cento degli incassi annuali al botteghino «ritornavano» a Caserta sotto forma di risorse per il mantenimento del monumento. D'ora in avanti non sarà più così. Ma l'autonomia non riguarda solo l'aspetto economico. La nuova governance della Reggia dovrà anzitutto dimostrare d'essere in grado di gestire l'immenso patrimonio culturale dopo che il sito sarà svuotato da tutti gli altri «inquilini» per rimanere esclusivamente un museo.
CASERTA-Reggia Soprintendenza speciale. Il sito è ora nel club ristretto
La Reggia di Caserta è stata promossa a Soprintendenza speciale con autonomia dal 10 dicembre 2014. Il regolamento di organizzazione del ministero per i Beni e le attività culturali ha fissato la data, che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La riforma riguarda 19 monumenti del Paese, tra gallerie e siti d'interesse culturale. Il Decreto del ministro Dario Franceschini porta il nome della riforma. La notizia è stata passata sotto silenzio a Caserta, e i contenuti della riforma non sono ancora chiari. Il soprintendente del Polo museale di Napoli e Reggia di Caserta, Fabrizio Vona, ha ammesso di non poter fare previsioni sulla situazione.
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