Inaugurazione domani del Nuovo Museo Archeologico Nazionale, ma tornerà accessibile solo dalla prossima estate «Ci hanno criticato perché l'iniziativa sarebbe estemporanea, limitata a un giorno, ma noi volevamo dare un segnale di ottimismo e, insieme, mettere un punto fermo a una vicenda che arriva a conclusione, dopo vent'anni»: così Vincenzo Tinè, soprintendente del Veneto per l'archeologia. L'evento a cui si riferisce è l'inaugurazione, domani alle 15.30 alla presenza del governatore Veneto Luca Zaia, del nuovo Museo Archeologico Nazionale di Altino, il cui primo nucleo risale al maggio del 1960. Al primo edificio, del tutto insufficiente a contenere i numerosi reperti rinvenuti negli scavi, si sono aggiunti i due casoni, già acquistati nel 1980 dal Ministero e ora restaurati e i tre edifici di raccordo di nuova costruzione: un importo di spesa complessiva, spalmata nel tempo, con un investimento iniziale di 500mila euro (fondi Arcus) e una tranche finale di 6 milioni di euro, di cui 1,2 fondi Arcus e i restanti 4,8 fondi europei, ottenuti tramite la Regione. Risolto il problema strutturale occorre trovare le risorse per l'allestimento, per cui esiste già un primo progetto. L'edificio antico sarà riservato ai mosaici. Il primo casone accoglierà la parte principale delle collezioni: al piano terra i reperti preistorici; al primo quelli della città romana; al secondo la necropoli. Nel secondo casone saranno sistemati gli uffici e l'archivio e, nella barchessa, il lapidario. I nuovi edifici comprenderanno i servizi, i laboratori di restauro e fotografici e i depositi. Il riordino comporta un'ulteriore spesa di 3 milioni, di cui un terzo già disponibile. Il giorno 12 sarà inaugurato il nuovo allestimento del vecchio museo e, nel contempo, saranno allestite a titolo dimostrativo alcune vetrine nei nuovi edifici. Questi, tuttavia, saranno riaperti al pubblico, per la parte resa possibile dai fondi disponibili, solo all'inizio della prossima estate, in tempo perché vi affluiscano i turisti delle numerose spiagge vicine, da sempre il «core business» di Altino. Tra le scoperte degli ultimi 15 anni, dovute proprio ai lavori di scavo nel cantiere dei nuovi edifici, quella di un santuario, un'area sacra risalente al X secolo a.C. che ha permesso di retrodatare gli inizi di Altino di almeno tre secoli.