Le proposte di Dritti alla Meta per il futuro del monumento «Semplici, economiche, condivise: in 5 anni la rinascita» La foto choc dei due ragazzi che si arrampicano sulle Mura fa discutere e riporta in auge il problema della manutenzione e della messa in sicurezza del principale monumento di Grosseto. A proporre una risposta concreta è il progetto "Vivi Mura sicure" che l'associazione Dritti alla mèta ha presentato giovedì 4 dicembre al sindaco Emilio Bonifazi. Un progetto ampio e organico, frutto delle riflessioni e delle esperienze maturate in questi mesi dai volontari dell'associazione. «Siamo andati in sette dal sindaco dice il presidente Fernando Bruno e la nostra idea è stata ben accolta. In particolare abbiamo apprezzato la proposta del sindaco di dare vita a un tavolo tecnico di confronto a cui siederemo insieme ai tecnici del Comune e ai rappresentanti della Soprintendenza. Inoltre vogliamo ribadire che le nostre sono proposte per fare qualcosa e non contro qualcuno». Non a caso il sottotitolo del progetto che condensa la filosofia del sogno firmato Dritti alla mèta è "I muri separano... le Mura uniscono". Anche nel progetto che Bruno ci illustra in redazione il primo punto su cui lavorare è quello della messa in sicurezza: i parapetti, soprattutto in alcuni punti, non sono a norma. «Noi proponiamo l'impiego di cancellate in ferro battuto a moduli smontabili e di altezze variabili a seconda delle esigenze. Parliamo di una soluzione che non comporta opere murarie, creando una fascia di rispetto tra i parapetti e i camminamenti, e molto economica: per 100 metri di recinzione base in ferro battuto ci vogliono circa 16mila euro». La soluzione dei parapetti va di pari passo con l'idea di una nuova pavimentazione al posto del ghiaino, ma senza introdurre asfalto o cemento sulle Mura. «Proponiamo il modello olandese della klinger weg», spiega Bruno. La costruzione di una pavimentazione... La costruzione di una pavimentazione secondo il modello olandese della "klinger weg" «Utilizzando una macchina posa-pavimentazioni si possono stendere le mattonelle direttamente su un letto di sabbia. È un metodo che ha tanti vantaggi, tra cui la soddisfazione delle esigenze ciclabili e pedonali e la possibilità di scucire e ricucire porzioni di copertura quando per esempio si deve intervenire sulle tubazioni sottostanti». Dritti alla mèta pensa anche a un modello ad hoc di gestione delle Mura, da affidare a un'associazione che dovrà occuparsi fondamentalmente di tre aspetti: organizzazione degli eventi e promozione delle Mura, tutela della sicurezza, manutenzione e pulizia. Per quanto riguarda gli eventi la proposta è che servizi, attività commerciali ed esposizioni permanenti (necessari perché le Mura siano vissute e animate tutti i giorni) vengano ospitati in moduli architettonici componibili, assemblabili e personalizzabili a seconda delle esigenze. «Nel progetto abbiamo prospettato un modello dice Bruno che può essere sgrezzato e migliorato con ulteriori idee». Le Mura dovranno inoltre avere una loro festa che sia festa di tutti i grossetani e che possa rappresentare lo slogan per cui "i muri separano, le Mura uniscono". «Abbiamo raccolto diversi contributi per mettere a punto questa proposta conclude Fernando Bruno tra cui quelli di architetti, insegnanti e anche persone con handicap perché vogliamo un monumento vissuto da tutti senza problemi. Le nostre sono proposte concrete, attuabili, frutto di dialogo e confronto con la comunità e che possono essere realizzate anche a stralci, partendo dalle priorità. Capaci di cambiare volto alle Mura nell'arco di cinque anni».