"MATRI divinae gratiae dicatum". La scritta è ancora lì, "Dedicato alla Madre della divina grazia", scolpita sul portone in ferro battuto. Fino a pochi mesi fa, era chiuso con un catenaccio alla buona e deturpato da cartacce, bottiglie, mozziconi: rimasugli di bagordi, in via Carlo Poerio, alle spalle dei locali della movida. Nascondeva un piccolo scrigno, dimenticato da oltre trent'anni: un'elegante chiesetta d'inizio '900, costruita quando la strada su cui affaccia si chiamava ancora vico Freddo a Chiaia. Due locali, cappella e sacrestia. Oggi rinascono grazie all'opera di Marzio Alfonso Grimaldi, titolare dell'omonima libreria antiquaria e casa editrice, che sposta la sua sede dalla Riviera di Chiaia a questa nuova location, riaperta e restaurata. L'inaugurazione ufficiale domani alle 17.30 con la benedizione curiale. «Mi piangeva il cuore a vedere questo posto così malridotto spiega Grimaldi L'interno era messo ancora peggio: deturpato da vandali e ladri e con un'incrostatura fangosa sui marmi, spessa dieci centimetri». Grimaldi ha risposto ad un bando della Curia di due anni fa, che concedeva in gestione alcuni suoi locali in disuso, purché fossero indirizzati a scopi culturali e sociali. Detto, fatto. Assieme alla figlia Simona, Grimaldi ha aperto un cantiere di ristrutturazione della chiesa, con lavori autorizzati dalle soprintendenze ai Beni architettonici e al Polo museale, che ne vincolano le salette. Il piccolo tempio torna a brillare coi suoi marmi e stucchi. È stata anche recuperata l'epigrafe che ne ricorda l'apertura, il 1912, anno in cui furono costruiti i primi palazzi dietro la Riviera di Chiaia. Mai nuova destinazione poteva essere così idonea, tra libri, acquasantiere e gouaches. La prima sala, l'ex sagrestia, è stata adattata a show room. Attraverso un passetto, un tempo stanza del prete ora adattata a studiolo, si accede alla cappella, ancora munita del suo piccolo coro e altare. Qui, Marzio, circondato da carte e profumo d'inchiostro, accoglie i suoi clienti. Preferisce conoscerli personalmente, per questo è ancora titubante sull'apertura del suo sito all'e-commerce online. Mensole e scaffali di legno ospitano tutte le 220 pubblicazioni Grimaldi, dal 1978 a oggi. Sistemate in più formati, raccontano le aree di specializzazione della casa editrice: stampe ottocentesche, arte, storia del Regno di Napoli, vecchi cataloghi, testi rari. Come le memorie di antichi viaggiatori: alcune ristampe sono di tomi risalenti al tardo '600. Ancora, volumi originali e riedizioni critiche: «In questi anni va moltissimo la letteratura legata alla storia della gastronomia. Curiamo l'edizione de "Il Cuoco Galante" di Vincenzo Corrado, classico del '700, assieme al "Del vitto pitagorico", il primo scritto sulla cucina vegetariana a Napoli». Ogni rilegatura, ogni pagina "goffrata", porta il segno dell'antica tradizione libraia partenopea: nessun dettaglio lasciato al caso, eleganza e sobrietà. Parola di Grimaldi, nato 61 anni fa a Port'Alba. Praticamente una vita tra i libri.