LA LETTERA DELUSIONE DOPO LA VISITA A SANTA SCOLASTICA A CASA controllo, prima sul sito della Provincia scandalosamente avaro di notizie, poi sui siti di informazione: 2 euro l'ingresso semplice, tre la visita guidata. Comincia il tour e c'è il primo inconveniente. Il proiettore non parte, quindi la guida-archeologa opta per un capovolgimento del programma: 'Cominciamo dall'esterno, poi torniamo all'interno per il video esplicativo'. La guida è brava, coinvolgente, srotola i secoli di storia che hanno modellato questo promontorio della città vecchia dall'età del bronzo con i primi capanni trovati a cinque metri di profondità sul terreno vergine fino agli iapigi, ai peuceti e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale dando forma tridimensionale alle pietre, agli archi, alle tombe e alle fondamenta della chiesa di San Pietro, poi diventata rifugio dei reietti e ospedale consorziale prima di essere rasa al suolo nel 1969. Ogni tanto la poveretta deve interrompere il racconto per spiegare ai gruppetti di persone che si intrufolano dal cancello di piazza San Pietro che l'ingresso è dal lungomare. 'Scusate - sospira - è un momento di transizione, la Provincia è morta ma la Città metropolitana non è ancora nata, da gennaio speriamo che il sindaco-presidente Decaro provveda a sistemare cartelli informativi'. Il tecnico fa cenno all'archeologa che il problema è risolto, rientriamo per vedere il filmato ma sono le undici, nella sala d'ingresso c'è già la gente in attesa della seconda visita. Ci chiedono di pazientare fino alle 11,15 per evitare la doppia proiezione, il gruppo ora è di una trentina di persone. Il filmato da solo vale il prezzo del biglietto. Le immagini scorrono sulle pareti, poi i fasci di luce circoscrivono singole porzioni sotto la passerella della sala a elle dove gli scavi hanno portato alla luce tombe, archi, le mattonelle del mosaico e le prime pietre della cinta muraria quando il mare lambiva il monastero. Quelle pietre altrimenti insignificanti diventano capanni, muri, edifici, chiese, pavimento. Il proiettore finisce di regalare informazioni e illusioni ottiche, le luci si riaccendono nella sala e la guida invita i nuovi visitatori a seguirla all'esterno e ai vecchi raccomanda di dare uno sguardo ai reperti archeologici. Quali? Dove? I tre vasi all'ingresso e gli altrettanti elmi dalla parte opposta. E le centinaia di reperti un tempo esposti al piano superiore dell'Ateneo? E le altre sale del monastero di Santa Scolastica? Possibile che la visita sia finita? 'Tutti i reperti sono in deposito, le altre sale del convento sono un cantiere. Non vi preoccupate, il secondo lotto dei lavori finirà nel 2015'. Sorrisi amari, alzate di sopracciglia: 'Sì, come per l'altro gioiello della Provincia, il Conservatorio Nino Rota che doveva essere inaugurato un mese fa'. Andiamo via, la sensazione è quella del grande bluff. (lettera firmata)