LA PIANTA, RICOPERTA DI IMMONDIZIA E SCARTI DI LAVORI EDILI, STAVA SOFFOCANDO. MA È SCONTRO SUI RESPONSABILI DEL DEGRADO «FERMATELI, vogliono tagliare il roseto centenario dell'architetto Carlo Giachery». È l'appello lanciato da Antonina Milici, pensionata, che da due anni vive nella casa che fu del celebre architetto a cui si deve la progettazione del carcere dell'Ucciardone e della villa dei Quattro Pizzi all'Arenella. Il roseto è uno spettacolare esemplare di Rose banksiae che si innalza per nove metri, lungo la parete della villa, proprio di fronte al carcere dell'Ucciardone, a pochi passi dalla stazione ferroviaria "Sampolo". «Quella rosa spiega la pensionata ha più di centocinquant'anni, è un regalo che il direttore dell'Orto Botanico Vincenzo Tineo fece all'architetto Giachery, con il quale ci fu un'intensa collaborazione professionale. Ho letto su un libro che tutti gli alberi e gli arbusti centenari sono tutelati per legge, chiedo pertanto che intervenga la Soprintendenza e l'assessore al verde Francesco Maria Raimondo che siede sul posto che fu di Tineo». La rosa affonda le radici nello spazio condominiale della villa, ha un tronco di tredici centimetri di diametro che compie numerose circonvoluzioni prima di svettare più in alto e raggiungere il gazebo del primo piano. «Quando ho comprato la villa prosegue la signora Milici era coperta da quintali di rifiuti edili e altra immondizia. Non parliamo poi del giardino, dove sono altre essenze piuttosto rare. Quando riuscii a fatica a farmi strada fra i rovi e le spine spuntarono questi tronchi contorti e i tanti getti laterali della rosa. È stata come un'apparizione che mi ha ripagato di tanti sforzi, un profumo intenso e vaporoso che in primavera diventa una cascata di fiori che riconcilia con il mondo». La minaccia del taglio si inquadra in uno scambio reciproco di accuse con il proprietario del piano terra. Questi accusa la signora Milici di avere cosparso di ghiaia l'antico giardino, di avere estirpato bulbi di calle e piante di camomilla, di avere drasticamente potato alcuni alberi e di avere collocato una rete di plastica sulla cancellata. La Milici si difende: le calle sono rimaste dove sono, ricacceranno in primavera. Quanto alla camomilla era spontanea. Gli alberi poi, necessitavano di una potatura». E la rete? «La rete serve per impedire che i malintenzionati penetrino nel giardino com'è già successo e finiscano dentro il pozzo». Casa Giachery è una villa che ha anche elementi architettonici di pregio come una scala elicoidale interna in un pozzo luce con lucernario.
A rischio il roseto centenario della villa appartenuta a Giachery
La pensionata Antonina Milici, che vive nella casa dell'architetto Carlo Giachery, ha lanciato un appello per fermare il taglio del roseto centenario di Rose banksiae che si innalza davanti al carcere dell'Ucciardone. Il roseto, che ha più di centocinquant'anni, è uno spettacolare esemplare di Rosa banksiae che si trova nello spazio condominiale della villa. La pensionata sostiene che il roseto è un regalo del direttore dell'Orto Botanico Vincenzo Tineo all'architetto Giachery e che dovrebbe essere protetto. Il proprietario del piano terra accusa la signora Milici di aver danneggiato il giardino e di aver collocato una rete di plastica sulla cancellata.
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