La Valle dell'Alcantara si rivela ancora una volta un territorio ricco di storia e archeologia. Una nuova importante scoperta è stata fatta di recente grazie alla passione di due giovani studiosi siciliani, Andrea Orlando, astronomo e presidente dell'Istituto di Archeoastronomia siciliana, e da Francesco Calabrese, guida ambientale e escursionistica, le cui indicazioni hanno fatto sì che fosse individuato un importante sito archeologico di epoca greca posto sulla riva del fiume Alcantara in territorio di Castiglione di Sicilia. La segnalazione ha dato luogo a un riscontro scientifico da parte della dott. ssa Maria Teresa Magro, archeologa della Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania e direttrice del museo archeologico di Randazzo, che ha riconosciuto l'importanza del sito archeologico di cui sinora non si aveva alcuna segnalazione. L'insediamento, situato in località Rocca di Santa Maria La Scala, si configura come una vetta sulla riva dell'Alcantara, in posizione elevata e inaccessibile. Una serie di grandi rocce che mostrano sulla superficie dei fori circolari di sicura lavorazione dell'uomo, mentre il poco interro nella sommità si presenta ricco di interessanti presenze archeologiche. Purtroppo, da una prima ricognizione, si notano sparse larghe buche circolari, sicuramente prodotte da scavatori clandestini, che mostrano tutt'intorno un ricco giacimento di ceramiche greche di età ellenistica (II a. C.), probabilmente legati ad attività di culto come grandi bacili ed elementi modanati. Anche i fianchi della rocca sono stati «bucherellati» dall'azione clandestina, mostrando depositi di materale greco di età ellenistica di sicura importanza. Il sito, sinora sconosciuto, si presenta come una roccaforte greca a guardia della bassa valle dell'Alcantara, in posizione difendibile, con elementi di copertura appoggiati nella roccia tramite robusti pali a formare una tettoia e con una presenza sacrale probabilmente legata al culto delle acque. Alla base della rocca, interessanti presenze antropiche come vasche scavate nella roccia e un riparo sotto roccia, si configurano come testimonianze legate allo sfruttamento del territorio. La sua posizione sopraelevata pone nuove aperture alla comprensione dell'occupazione in età greca nella valle dell'Alcantara, sinora poco investigata di cui si conoscono i due punti di partenza e di arrivo, con gli insediamenti sulla costa, costituiti dalla prima colonia greca di Naxos e dal santuario di Francavilla di Sicilia (legato al culto di Persefone), mentre sinora poco collegato era per gli archeologi il sito di contrada S. Anastasia di Randazzo, dove alla fine dell'Ottocento fu scoperta una ricca necropoli di età greca da cui provengono i reperti archeologici che costituiscono la collezione Vagliasindi ed esposti al museo archeologico di Randazzo. «Da circa due anni sono impegnato - parla Andrea Orlando, soddisfatto della scoperta - nello studio archeoastronomico di diversi siti archeologi in tutta la Sicilia. Anche la Valle dell'Alcantara possiede numerosi siti rupestri molto interessanti, come il complesso di Rocca Pizzicata. A fine gennaio 2015 verrà presentato ufficialmente il progetto "I siti rupestri dell'Akesines: dai Siculi ai Bizantini", con lo scopo di mappare tutti i siti della Valle dell'Alcantara e focalizzare l'attenzione sulla loro tutela e valorizzazione». Rimane la piaga degli scavatori clandestini, che opera in modo abbastanza «regolare» nella costa jonica e nelle pendici orientali etnee, spesso attratti da facili guadagni ottenuti dai rinvenimenti archeologici. Salvatore Zappulla 09122014
SICILIA - Una roccaforte di età ellenistica in località Rocca di S. Maria La Scala
Due giovani studiosi siciliani, Andrea Orlando e Francesco Calabrese, hanno scoperto un importante sito archeologico di epoca greca sulla riva del fiume Alcantara in territorio di Castiglione di Sicilia. Il sito, situato in località Rocca di Santa Maria La Scala, si configura come una vetta sulla riva dell'Alcantara, in posizione elevata e inaccessibile. La scoperta è stata riconosciuta dalla dott.ssa Maria Teresa Magro, archeologa della Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania. Il sito presenta una serie di grandi rocce con fori circolari di lavorazione dell'uomo e interessanti presenze archeologiche, tra cui ceramiche greche di età ellenistica e depositi di materiale greco.
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