Quell'uliveto è troppo bello ed è lì dov'è da mille anni: non può cedere il posto a un villaggio turistico. Lo stop della Regione al progetto di un megainsediamento residenziale a Pettolecchia, tra Fasano e la sua frazione Savelletri, non è solo una vittoria storica degli ambientalisti che da anni si battono, in quelle terre, per salvare dallo sradicamento 252 alberi. Il parere, firmato da Luca Limongelli, dirigente del settore Ecologia, segna un'inversione di tendenza (e potrebbe fare scuola) sul tema della salvaguardia degli ulivi secolari. «Il complesso di ulivi, di notevole interesse storico e scientifico, oggetto di mostre e pubblicazioni - è direttamente connesso al complesso architettonico Masseria Pettolecchia (...) Il permanere nei secoli dell'uliveto ha concorso e concorre a definire l'identità dei luoghi da un punto di vistapaesaggistico e culturale, in quanto testimonianza di un sistema di sfruttamento agricolo legato a tradizioni millenarie». Non può essere sostituito, quindi, con le 240 villette previste nel progetto presentato dalla "Azienda agricola Pettolecchia Srl", con sede a Bari Palese, che aveva immaginato anche di costruire, cancellando alberi piantati forse ai tempi dei bizantini o dei normanni, ristoranti, campi da gioco, un beauty center, una lavanderia, un negozio di generi alimentari, un pronto soccorso, un tabacchino, un Parco acquatico. Bloccato il progetto di un villaggio residenziale tra Fasano e Savelletri La Regione salva il parco degli ulivi DAVIDE CARLUCCI UNA specie di nuova frazione, insomma, contro la quale erano insorti i Verdi e associazioni come la Lipu, il Wwf, il "Parco agrario degli ulivi", l'Istituto nazionale di urbanistica. Nel gennaio 2004 le guardie forestali avevano effettuato dei rilievi: emergeva che «le piante hanno età valutabile in oltre 1000 anni» e costituiscono, con la masseria, «un'unica entità culturale e ambientale con elevatissima valenza monumentale». A ottobre, anche la Provincia di Brindisi aveva espresso parere negativo. La società, invece, s'era impegnata a reimpiantare gli ulivi trapiantati a breve distanza. «Al di là della percentuale di riuscita- scrive il dirigente - le operazioni di reimpianto non si ritengono sufficienti a mitigare l'impatto sul paesaggio agrario. Quegli ulivi rientrerebbero, a pieno titolo, nell' albo dei monumenti vegetazionali istituito dall'articolo 30 della legge regionale 14 del 2001 che vieta l'espianto di tali alberi». Michele Losappio, neoassessore regionale all'Ambiente, considera il parere perfettamente in linea con gli orientamenti della giunta Vendola, che sul tema della tutela degli ulivi secolari, oggetto finora di un traffico pressoché indisturbato, vuole segnare una svolta: «Presenteremo una legge di salvaguardia realmente efficace-annuncia Losappio-gli ulivi sono il simbolo della nostra regione. E vanno preservati. A ogni costo».