CEMENTIFICAZIONE e rischio idrogeologico non sono esclusive della Liguria. La procura ha chiesto il sequestro preventivo di un cantiere di proprietà di due quarantenni in via di Gaibara, tra Monte Donato e Roncrio, dopo la scoperta fatta due anni fa dai vigili urbani di un abuso edilizio sulle colline. Un luogo di assoluta bellezza e iperprotetto, ma dove i due proprietari, indagati per sette reati insieme a due costruttori, hanno violentato il territorio con modifica di altimetrie e muri di contenimento per interrare garage e demolire e ricostruire un fienile che da solo, finito, varrebbe più di un milione di euro. Il gip ha concesso al pm Morena Plazzi il sequestro del cantiere, comunque fermo da due anni e mezzo dopo l'intervento della Municipale. Il legale dei due proprietari, Francesco Cardile, non ha commentato l'atto dicendo di non esserne ancora stato messo a conoscenza dai suoi assistiti. I due bolognesi che hanno commissionato le opere (un agente immobiliare e un coltivatore), oltre al direttore dei lavori e al costruttore, di origini siciliane, sono indagati per varie violazioni della normativa in materia edilizia. La prima contestazione riguarda il fatto che, per demolire e ricostruire in zona tutelata da vincolo paesaggistico, non hanno mai richiesto il permesso di costruire (la Dia che avevano inviato non basta) le seguenti opere: una platea di cemento armato e una barriera per contenere il terreno a protezione del loro fienile, da far diventare abitabile, e una autorimessa interrata più in basso e più larga del proi getto con, infine, il vezzo di due tunnel tra autorimessa e fienile (così da evitare anche di bagnarsi in caso di pioggia). Pensando forse di farla franca, non hanno tantomeno ritenuto di fare un progetto strutturale antisismico. I proprietari rispondono anche di invasione di terreni perché lavori hanno coinvolto un tratto di strada comunale che collega via Gaibara e via della Torre, solo nel 2014 inserita in un piano di vendita e quindi si sono messi avanti con due anni di anticipo. Inoltre tutti e quattro sono accusati di deturpamento di bellezze naturali perché con i lavori di scavo, di abbassamento delle quote dei piani interrati e di sbancamento, per il pm hanno alterato «in modo permanente la morfologia del suolo», con una modifica più consistente di quanto inizialmente scritto nel progetto. E con «un danno concreto all'ambiente », perché non possono essere trascurati «i rischi idrogeologici derivanti dal globale intervento che ha eliminato una porzione di collina sostituita da contrafforti in cemento e collegati ad autorimesse interrate».
Abusi edilizi nel cantiere sulle colline quattro indagati
Due quarantenni in via di Gaibara, tra Monte Donato e Roncrio, sono stati indagati per sette reati insieme a due costruttori per un abuso edilizio sulle colline. I proprietari hanno violato il territorio con modifica di altimetrie e muri di contenimento per interrare garage e demolire e ricostruire un fienile. Il gip ha concesso al pm Morena Plazzi il sequestro del cantiere, comunque fermo da due anni e mezzo. I due proprietari, un agente immobiliare e un coltivatore, sono indagati per varie violazioni della normativa in materia edilizia. I proprietari rispondono di invasione di terreni e deturpamento di bellezze naturali.
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