La gara principe non va granché bene. Tanto che l'amministratore delegato della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci ha "dovuto" rilasciare una intervista al Sole 24 Ore per mettere un freno all'emorragia di notizie che danno per spacciata la gara per il generai contractor del Ponte sullo Stretto di Messina, che si chiude il 25 maggio. Ciucci deve fare i conti con l'abbandono degli stranieri dalle uniche due cordate rimaste a contendersi l'appalto del secolo a dimostrazione che l'affare resta tutto in "casa nostra". Ma soprattutto l'intervista è servita a Ciucci per mettere le mani avanti: «Ricordo che in caso di offerta unica (Astaldi e Impregilo, secondo indiscrezioni, stanno lavorando ad una unica offerta per dimezzare i costi della progettazione esecutiva, ndr), l'aggiudicazione non è un obbligo ma una facoltà lasciata alla società... E se il prezzo e la qualità non saranno adeguate, noi la escluderemo». Nel frattempo, però, l'a.d. per non dare l'impressione della smobilitazione, ha messo mano ad un'altra gara individuando le sette società che si contenderanno i servizi di Project Management Consulting per il controllo e la verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del ponte e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari. «Le società - si legge in una nota - sono state selezionate al termine della prequalifica che ha verificato i requisiti dei nove soggetti che lo scorso 5 aprile avevano presentato la richiesta di partecipazione alla gara». Che scade il 6 settembre 2005. Parteciperanno Atkins Limited; Bechtel International Inc.; Costituenda associazione temporanea di imprese tra Italferrspa, Metropolitana Milanese spa, Louis Berger sas, Setec TPI, Tractebel Development Engineering, Par-sons Brinckerhoff Ltd; Costituendo Raggruppamento Tem-poraneodi Imprese ParsonsTransportation Group ine, Tecnimont spa; Costituendo Consorzio fra Snamprogetti spa e Technip Italy spa; Costituenda Associazione Temporanea fra Systra S.A., Technital spa. PASSATO, PRESENTE E FUTURO. A spulciare sul passato e presente di queste aziende, appare chiaro che con il Ponte, in molte hanno già avuto a che fare. La Bechtel International Inc, ad esempio, è leader mondiale nel settore delle costruzioni (dighe, ponti, autostrade, ferrovie), energetico (realizzazione di oleodotti, gasdotti e centrali nucleari) e militare (produzione testate nucleari, gestione laboratori sperimentali per bombe) fino alla gestione di servizi (acqua, energia e rifiuti). Al suo attivo, anzi al suo negativo, la Bechtel conta sulla progettazione del Canale della Manica, tra le realizzazioni più fallimentari della storia dei trasporti. La società, inoltre, aveva già inviato una nota nel 1997 alla Stretto di Messina di disponibilità alla partecipazione progettuale ed esecutiva del Ponte; nello stesso anno i suoi manager a Messina, incontravano i vertici della Società Stretto, l'allora presidente, oggi onorario, Nino Calarco e l'amministrazione comunale guidata da Franco Providenti. IL FILO ROSSO CON L'IRAQ. La Bechtel, poi, è la società che ha accaparrato il maggior numero di appalti per la "ricostruzione" in Iraq, subappaltandone alcuni ad imprese italiane (Tecnimont e Snamprogetti, entrambe concorrenti nella gara che scade a settembre, ma anche Technint). E non è l'unico filo conduttore che lega il ponte agli affari del dopo-guerra. Vicedirettore del Program Management Office (l'organismo delle forze di occupazione che si occupa degli aspetti economici, finanziari e industriali della ricostruzione) è l'italiano Lino Cardarelli. Su di lui, Antonio Mazzeo, autore del libro "La mafia del Ponte", scrive: «Nella classifica degli impresentabili spicca il nome di Lino Cardarelli, fresco di nomina nel eda della Strettodi Messina, a cui è transitato dopo aver fatto parte per circa un anno della segreteria particolare del ministro Lunardi. Cardarelli è uno dei tanti miracolati dalla rapida fine del ciclone Mani Pulite: arrestato per finanziamento illecito ai partiti quando era dirigente della Montedison di Schimberni, ne è uscito "assolto" per prescrizione del reato». I CLIENTI DELLA ITALFERR. Anche Italferr spa, società d'ingegneria delle Ferrovie dello Stato, può contare su una buona entratura nel progetto Ponte. Nella pagina internet di Italferr risulta che nel 1990 il "cliente" Bonifica spa ha eseguito lo studio di fattibilità e preliminare per il "Collegamento ferroviario per il ponte sullo Stretto di Messina" tra Sicilia e Calabria. Sempre nel 1990 la Italferr ha come "cliente" la Stretto spa per l'esecuzione del "Piano di esercizio ferroviario per il ponte sullo Stretto di Messina". L'AFFARE ALTA VELOCITA'. Passiamo a Tecnimont. Anche qui, confortano le indagini di Mazzeo, ne "La mafia del Ponte": «Nel consorzio Cociv che cura i lavori per la tratta dell'Alta Velocità Milano-Genova, c'è un'altra associata, la IGI (Istituto Grandi Infrastrutture diretto da Zam-berletti, presidente della Stretto spa), la Tecnimont, società d'engineering della Montedison (oggi Edison). Anche sulla megacommessa della Milano-Genova incombono le ombre della magistratura, interessata in particolare ad una serie di studi di natura idrogeologica in buona parte "inutili", ma soprattutto ipercostosi (si parla di una spesa di oltre cento miliardi di lire). Contro la Tecnimont, la procura di Milano sta poi procedendo per falso in bilancio a seguito della scoperta di "consulenze fantasma". La fatturazione sarebbe servita a creare fondi neri per possibili tangenti». Al banchetto dell'alta velocità, Tecnimont partecipa con quote notevoli. Solo nella tratta Milano Genova, Tecnimont e Impregilo posseggono in due il 94,5 delle quote del consorzio Cociv che si è aggiudicata la gara per il generai contractor. Gavio, inoltre, è appena entrato, da due mesi, nel capitale di Impregilo. Stessa "sorte" per Snamprogetti spa (50,10) che nell'alta velocità della tratta Milano-Bologna risulta consorziato con Grandi Lavori Fincosit, Consorzio Cooperative Costruzioni e Pizzarotti (tutti in cordata con Astaldi e Impregilo nella gara per il generai contractor, ndr). Un tandem che si ripete anche nella Milano-Verona. TECHNIP OVVERO SICILPOWER. Non è finita: la Technip Italy spa, altra concorrente nella gara per il project management consulting, è la controllata italiana dell'omonima multinazionale che «è entrata a far parte della società Sicil Power - scrive ancora Antonio Mazzeo nell'altro libro "Italiani in Nigeria" - che punta a realizzare nell'isola alcuni impianti termovalorizzatori dei rifiuti. Di Sicil-Power fa anche parte la Altecoen di Enna, impresa che è soda in MessinAmbiente dei Comuni di Messina e Taormina nella gestione della raccolta dei rifiuti». E al centro di una inchiesta per infiltrazioni mafiose che solo di recente ria portato alla decapitazione dei vertici manageriali e politici della società mista. Tutti in carcere, su disposizione della Cassazione. L'inchiesta è ancora in corso. LA LONGA MANUS DELLA REGIONE SICILIA. Infine la Systra. E' la società francese a cui "il consiglio d'amministrazione della Stretto di Messina, su proposta dell'amministratore delegato, Pietro Ciucci - si legge in una nota della società - ha deliberato la definitiva aggiudicazione al Raggruppamento temporaneo di imprese Systra s.a., Bonifica spa (la cliente di Italferr che ha eseguito lo studio di fattibilità per il collegamento ferroviario del Ponte), Systra-Sotecni spa, Ast Sistemi srl, della gara per l'affidamento del servizio d'aggiornamento e integrazione dello studio di impatto ambientale del Progetto del Ponte sullo Stretto e dei suoi collegamenti". Lo studio è quello che la speciale commissione del Ministero dell'ambiente, sotto inchiesta a Roma, ha approvato in gran fretta. L'Ast Sistemi è la società d'ingegneria dell' Azienda Siciliana Trasporti, a prevalente capitale della Regione Sicilia che così è azionista nella Stretto di Messina, attraverso la Ast Sistemi è presente nella valutazione d'impatto ambientale, e appare anche in Capitalia, (dove detiene quote di minoranza del Banco di Sicilia), che ha coperto il forte deficit finanziario di Impregilo.
Centonove
16 Maggio 2005
PONTE - un gruppo di società collegate concorre alla costruzione
AN
Antonio Mazzeo
Centonove
Artista / Persona
Bene culturale
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