«È la prima volta che in Lombardia viene sancito un principio sacrosanto: si mette uno stop al consumo di suolo agricolo». Così il presidente regionale e provinciale di Coldiretti, Ettore Prandini, plaude alla nuova legge approvata dal Pirellone. Un plauso che aveva rivolto personalmente sabato scorso (durante il convegno annuale della sua associazione) all'assessore regionale Viviana Beccalossi, davanti ai ministri Martina e Galletti. Vero è che la legge entrerà in vigore tra 30 mesi, «periodo-finestra» nel quale potranno diventare realtà le richieste edificatorie dei piani di governo del territorio dei singoli Comuni. Prandini però ricorda la crisi del comparto edile che morde ancora forte. E le migliaia di case vuote tra Brescia e provincia (52mila in tutto): «Proprio per questo credo che in questi due anni e mezzo di cemento ne arriverà ben poco. Ricordiamoci che la Lombardia aveva un primato negativo in termini di consumo di suolo (fino al 2010 se ne andavano 2,3 ettari al giorno solo nel Bresciano, ndr ). Questa legge restituisce importanza strategica ai campi coltivati anche dal punto di vista ambientale, perché frenano i fenomeni di inquinamento». Ultimo apprezzamento per il capitolo riguardante il recupero delle aree industriali dismesse, delle case abbandonate («penso ai nostri piccoli centri storici) e delle aree inquinate: «Pensiamo al sito Caffaro, dove ci sono 70 ettari di campi inutilizzabili da 13 anni dagli agricoltori perché inquinati da Pcb. Seguendo il principio della legge si dovrebbero bonificare e cementificare questi suoli anziché consumare altri campi dell'hinterland cittadino».