Molto critica nei confronti della nuova legge regionale è Italia Nostra, associazione per la tutela del patrimonio artistico, culturale e naturale della Nazione. L'architetto Rossana Bettinelli, presidente della sezione regionale, punta il dito su tre punti dolenti: la legge entrerà in vigore solo tra 30 mesi («e speriamo non arrivi qualche proroga»); sono salvaguardate solo le aree agricole di fatto e «non quelle già inserite nei vari pgt comunali»; terzo: mancano di incentivi seri per il recupero degli edifici dismessi e abbandonati. «Insomma, non siamo per nulla soddisfatti di questa legge prosegue la Bettinelli e lo avevamo messo nero su bianco nelle osservazioni firmate anche da molte altre associazioni. L'unico contentino ottenuto è che i mesi di deroga sono scesi da 36 a 30 ma temo future proroghe, alle quali in questo paese siamo abituati». Lasciare aperto questo periodo finestra «lascia liberi i Comuni che hanno previsto cemento nelle aree agricole di dare via libera agli impulsi edificatori, per incassare oneri di urbanizzazione. Con questa crisi il rischio è che siano solo le grosse imprese a lavorare. E va tenuta alta la guardia sulla contiguità con la criminalità organizzata». C'è poi il punto dolente della mancanza di incentivi per recuperare vecchi stabili o aree industriali: «Un'impresa preferisce spendere il 30 per cento in più di oneri ma consumare suoli vergini anziché fare bonifiche o ristrutturazioni costose. Dulcis in fundo: «Il nuovo Piano territoriale regionale non ha al momento norme prescrittive. Che fare? Mettere mano ad una legge nazionale».