Come al solito le isole producono metafore perfette. Ed è accaduto in questi giorni che la metaforica gallina prataiola abbia, per effetto delle norme europee a partire dalla direttiva Habitat, determinato il fermo del cantiere stradale... Come al solito le isole producono metafore perfette. Ed è accaduto in questi giorni che la metaforica gallina prataiola abbia, per effetto delle norme europee a partire dalla direttiva Habitat, determinato, solo nei mesi in cui si riproduce, il fermo del cantiere stradale in un tratto della Sassari Olbia. Insomma, gli uffici regionali non hanno fatto altro che applicare una giusta norma, visto che la specie è in via di estinzione ed è scomparsa dal resto d'Italia. Apriti cielo! La gallina è stata accusata dei morti nella vecchia strada, di essere contro lo sviluppo, di danneggiare l'economia del cosiddetto Nord Sardegna. Il sindaco di un paese lungo il quale passa la strada ha detto di essere assediato da una parte da un Sito comunitario che protegge la prataiola e da un'altra parte da un sito che protegge la lucertola di Brediaga (dal nome di un erpetologo russo) e che la gallina e la lucertola gli bloccano lo sviluppo. Chiaro come la vicenda tragi-comica identifichi l'atteggiamento di un'intera comunità e forse di un'intera nazione che dell'importanza vitale della biodiversità sembra - salvo nobili e sempre più numerose eccezioni - impiparsene. Chi ha una concezione catastale del Creato soffoca nella sua piccola quota di cielo e terra. E gli animi catastali si sono scaldati per la vicenda grottesca della gallina prataiola, quella che "blocca" il progresso della Sardegna. Ma grottesca, s'intende, non è la gallina. Sostenere che l'eterna Sassari Olbia si fermi per colpa delle galline offende tutti. Già, perché se si dà colpa alle galline del ritardo delle opere pubbliche si finirà per dire che i treni sardi sono lenti a causa dei cinghiali nei binari e che, accidenti, se non ci fossero galline e cinghiali saremmo dei fulmini di guerra. E oltretutto creare una relazione tra la gallina, gli uffici regionali che rispettano le norme e i morti della strada è un falso malizioso e volgare. In questi giorni, si sa, il Servizio che cura le valutazioni ambientali ci ha ricordato che in un sito di interesse comunitario si devono interrompere per un po' le attività di un cantiere stradale perché minacciano una specie protetta. E lo ha fatto in base alla direttiva europea Habitat e a un insieme di norme comunitarie che sono legge nel nostro Paese e tutelano la biodiversità senza la quale non esisterebbe la nostra specie e neppure Sassari e Olbia. E invece piovono maledizioni e invettive cafone contro le regole applicate dagli uffici. I Siti di Interesse Comunitario come quello in cui vive la gallina anti-sviluppo sono di solito ritenuti una risorsa nei paesi civili che ne vanno perfino orgogliosi. E le procedure di valutazione ambientale uno strumento prezioso. Ma non da noi. Qui se la prendono con la gallina ostruzionista perché gli blocca l'economia che, se non fosse per la gallina, sarebbe un esempio, un trionfo, una meraviglia. Da noi le valutazioni ambientali sono considerate una piaga biblica e la loro applicazione una schiavitù che disturba gli affari. Eppure dall'Europa ci arrivano con i POR cifre enormi. Nel 2007-2013 l'isola ha ricevuto 1 miliardo e 360 milioni anche per l'ambiente. Per il 2015 riceveremo 600 milioni. E ce li danno ancora solo se rispettiamo le leggi. Però qua si pretendono i quattrini e contemporaneamente si reclama piagnucolando la libertà di fare quello che si vuole. E il lamento - caratteristica della nostra comunità che cerca i torti perfino tra le galline anziché vederli in noi stessi - arriva perfino dall'assessore ai lavori pubblici, sfinito dalle regole e imbronciato con chi applica le norme. Immancabile, ovviamente, il pianto dei sindaci che faranno una fiaccolata sulla Sassari Olbia contro la prataiola. Tutti con le mani legate dalle leggi. Ah, se li lasciassero fare. Però assessori e sindaci, benché più tutelati della gallina, passano. E le leggi restano. No, non è la gallina che impedisce il buon governo e neppure le regole. Casomai è la renitenza alle regole. E la sfida non è tra l'uomo e la gallina ma nel far vivere l'uomo e la gallina contenti. Dunque molto meglio una gallina oggi, avremo le uova e magari l'influente gruppo di potere delle galline crescerà sino a impadronirsi dei comuni e del governo regionale. Infine un pensiero per l'assessore, quello all'ambiente, che dovrebbe fare la guardia alla gallina però tace mentre potrebbe spiegare alle mammane del web e ai piccoli chimici della tastiera che le direttive europee sull'ambiente, recepite dai nostri governi, sono legge, in barba a vari galli locali che della legge hanno un'idea personalizzata e a misura di sé. Parte di questi articolo è stato inviato contemporaneamente a La Nuova Sardegna