NUORO Si celebrano con un convegno di studi i cent'anni dalla morte del poeta Sebastiano Satta ma il sottosegretario ai Beni Culturali Francesca Barracciu, intervenuta per portare il saluto del governo, prende un Satta per l'altro, noto letterato anche lui ma di epoca successiva, e gela la platea del teatro Eliseo con una serie di gaffe che provocano momenti di autentico imbarazzo tra gli organizzatori. È accaduto ieri mattina alla prima giornata del convegno «Sebastiano Satta - Un canto di risarcimento» promosso dal Comune di Nuoro nell'ambito delle celebrazioni dell'intellettuale, morto il 29 novembre 1914 ad appena 47 anni. Barracciu è intervenuta ricordando la straordinaria «figura dell'intellettuale dell'Atene sarda», la cui esistenza «fu improntata alla difesa dei più deboli». Il primo momento di imbarazzo c'è stato quando il sottosegretario ha sbagliato il nome del Vate di Sardegna, chiamandolo Salvatore Satta. Anche lui, come è noto, scrittore nuorese, e insieme uomo di legge, ma vissuto in un'epoca successiva (nato nel 1902, morì nel 1975). Una svista, ha pensato la maggioranza del pubblico, ma l'errore si è ripetuto poco dopo, al punto che gli organizzatori, ma anche alcuni degli studenti liceali presenti in sala, hanno sottolineato come l'oggetto del convegno fosse Sebastiano e non Salvatore Satta. Francesca Barracciu ha proseguito scusandosi («Sbaglio sempre»), ma poco dopo è incorsa in una gaffe ancora più grave quando ha citato «la sua opera letteraria più importante, Il giorno del giudizio», cioè il capolavoro di Salvatore Satta. A questo punto il coordinatore dell'incontro non ha avuto altra scelta che correggere apertamente l'errore. Imbarazzatissima, Barracciu ha portato a termine l'intervento senza altri incidenti, elencando generiche notizie biografiche su Satta (quello del convegno, va detto). Ma cosa è accaduto? Come ha potuto Barracciu, che prima della carriera politica è stata insegnante di lettere in una scuola superiore del Nuorese, incorrere in una svista così clamorosa? In serata lo ha spiegato il suo addetto stampa Vassili Casula, che si è assunto la piena responsabilità dell'episodio. Barracciu ha letto un testo non suo, come accade a molti politici. «Considerata l'impossibilità per il sottosegretario di preparare da sé l'intervento, in quanto in missione istituzionale all'estero scrive Casula sono stato io a prepararlo e a fornirglielo poco prima dell'iniziativa. La similitudine di nomi, provenienza geografica e formazione universitaria tra Salvatore e Sebastiano mi ha indotto all'errore al momento di ricercare sul web un'opera di Satta da citare nell'intervento del sottosegretario Barracciu». Tutto chiarito, insomma, ma certo il fuori programma avrebbe fatto sorridere, se avesse potuto assistervi, lo stesso Sebastiano Satta, noto per lo spirito goliardico e l'umorismo sardonico.
SARDEGNA - I cent'anni di Satta Salvatore? No, Sebastiano
Ieri mattina, durante un convegno di studi per celebrare i cent'anni dalla morte del poeta Sebastiano Satta, il sottosegretario ai Beni Culturali Francesca Barracciu ha fatto una serie di gaffe. Ha sbagliato il nome del poeta, chiamandolo Salvatore Satta, e ha poi citato l'opera letteraria più importante di Salvatore Satta, Il giorno del giudizio, anziché quella di Sebastiano Satta. L'errore è stato corretto dal coordinatore dell'incontro, che ha portato a termine l'intervento senza altri incidenti. Il sottosegretario ha spiegato che l'errore è stato dovuto a un testo non suo che è stato preparato per lei e che ha letto in serata.
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