Malisani (Pd): ci sono 150 milioni per i monumenti, lì soldi anche per la città Fontanini ai parlamentari: aggiorniamo la mia proposta di legge del 2001 PALMANOVA. Potere di una "tavella". Verrebbe da dire: benedetta tavella. Perchè a inizio novembre la caduta di parte della copertura di Porta Udine ha avuto il potere di scuotere la politica e aprire gli occhi su come un patrimonio inestimabile come la Fortezza di Palmanova stia cadendo a pezzi e abbia bisogno di interventi rapidi per essere salvato. Il grido di dolore del sindaco Francesco Martines, "adottato" dal Messaggero Veneto, è finito in Parlamento grazie all'interrogazione dell'onorevole Gianna Malisani del Pd, che ora indica anche la via da percorrere per ottenere presto la cosa più importante per la fortezza: i milioni di euro che servono per salvarla e, soprattutto, garantirle un futuro imperituro. Una strada tortuosa, come gli splendidi cunicoli sotto la città stellata, ma pur sempre una strada. «Nella Finanziaria dal 2016 ci sono 150 milioni per i beni culturali - spiega l'esponente Pd - ora il compito è modificare la legge in Senato e far sì che quei soldi siano spendibili dal 2015. Lì ci sono anche le risorse per Palmanova». Ma la Malisani ricorda anncora come gli interventi dei privati, anche piccoli lavori, possono beneficiare di sgravi fiscali. Insomma, un lavoro di squadra pubblico-privato. Come quello da fare tra Stato e Regione. «Perchè Palmanova è un bene fondamentale non solo per la regione», spiega l'onorevole Massimiliano Fedriga, segretario regionale della Lega Nord, che accoglie la proposta lanciata dal presidente della Provincia, Pietro Fontanini. «Rispondo presente all'invito del sindaco Martines - spiega - e ripropongo una mia proposta di legge del 2001, quando sedevo sui banchi di Montecitorio». Fontanini aveva denunciato al Parlamento la situazione della fortezza prevedendo la concessione di un finanziamento statale di 7 milioni e 746 mila euro per i primi interventi e anche per riqualificare alcuni edifici demaniali, così che diventassero sede di rappresentanza per incontri internazionali vista la strategica posizione di Palmanova. Un piano ambizioso, quello dell'allora parlamentare leghista, ma che partiva da una realtà già ben delineata all'inizio del Millennio: la città stava cadendo a pezzi. E la politica deve allora recitare un grande mea culpa: soldi per la Fortezza ne sono arrivati pochi in questi anni. Eppure le casse delle Stato erano meno vuote di adesso. Ora? Vedremo. Intanto se ne parla. Potere di una tavella.