Un censimento sui relitti nell'Adriatico e nello Jonio pugliese diventa una mostra. "Verso possibili approdi", nella stazione della Vedetta della Marina di Giovinazzo fino al 6 gennaio. Un lungo lavoro di ricerca sulle navi sommerse pugliesi che ha permesso di catalogare e classificare 80 imbarcazioni di diverse epoche, studiate e schedate; raccontate con le immagini dei fotografi e attraverso l'archivio del nucleo barese dei carabinieri subacquei. La Vedetta del Mediterraneo, che ha curato l'esposizione, ove possibile ha ricostruito le storie dell'affondamento, riscoprendo e valorizzando un patrimonio dimenticato. Tra i vari relitti, ad esempio, c'è il "Lombardo", la nave con la quale Garibaldi sbarcò a Marsala che riposa attualmente nei fondali delle isole Tremiti, il sommergibile "Pietro Micca" naufragato a Santa Maria di Leuca o il liberty americano "Samuel J. Tilden" che venne affondato nel bombardamento di Bari del 2 dicembre 1943. "Le navi affondate rappresentano un tesoro di identità e di memoria sottolineano i curatori - alcune conservano ancora i corpi dei caduti militari e civili e sono un vero un sacrario sommerso. Ma possono rappresentare anche uno dei tasselli della 'blue economy', ossia luoghi di interesse dal punto di vista turistico subacqueo. Senza tralasciare l'aspetto prettamente biologico, dal momento che i relitti sommersi sono importanti zone di ripopolamento per la fauna ittica". L'evento che diventerà itinerante, vista l'importanza del lavoro svolto, e porterà alla pubblicazione di un volume - è organizzato con il patrocinio della Biblioteca regionale della Puglia, dell'assessorato al Mediterraneo e l'Istituto nazionale di archeologia ed etnologia navale