La giunta regionale approva il testo riscritto dopo le proteste dei vignaioli Stretta di mano tra Marson e Salvadori. «Incentivi contro le monocolture» Tre mesi di confronto, 605 osservazioni presentate per migliaia di richieste puntuali, decine di riunioni (alcune con il governatore) e tre comunicati stampa separati: la strada per la «riscrittura» del Piano del paesaggio regionale contestato da agricoltori e viticoltori e non solo non è stata semplice. E il dialogo tra Anna Marson, assessore all'urbanistica, e Gianni Salvadori, agricoltura, che era mancato in sede di prima scrittura è arrivato come voluto fortemente da Rossi che ha difeso il piano, ma anche la necessità di migliorarlo, a partire dal linguaggio. Risultato, il piano è pronto per andare in aula a gennaio, mentre i consorzi dei vini e le associazioni degli agricoltori sembrano soddisfatte. La presentazione del piano emendato è stata aperta dalla stretta di mano tra Marson e Salvadori, dopo le «aspre discussioni», come hanno ammesso sul, piano, «che sono servite a migliorarlo». L'analisi delle 605 osservazioni e il confronto con le associazioni di categoria (l'ultimo incontro è avvenuto mercoledì) ha portato a un piano del paesaggio di «sviluppo e crescita che migliorerà il rapporto tra gli agricoltori e la pubblica amministrazione». Tagli, sbianchettamenti e riscritture, ma la filosofia resta la stessa, incalza Marson: «Sviluppo, ma sostenibile perché sia un paesaggio toscano e non cinese». L'articolo 3 bis, spiegano i due assessori, chiarisce gerarchie e regole e dovrebbe eliminare dubbi. «Mi sono letta le interviste fatte alle aziende agricole dal Corriere Fiorentino spiega Marson e ho notato anch'io una forte paura rispetto all'elevato numero di passaggi burocratici. Ma sono legati ai contenuti dei piani comunali vigenti». E dove il piano del paesaggio auspica che si mantenga una maglia agricola diversificata, dice Marson non siamo di fronte a un obbligo, ma al contrario «un indirizzo che va sostenuto con degli incentivi». «Con questi atti spiega Salvadori andiamo a sanare un quadro di vessazioni che nei confronti del mondo agricolo durava da più di dieci anni». «Abbiamo semplificato gli adempimenti per gli agricoltori gli fa eco Marson rendendo più certi i confini di ciò che si può fare e di ciò che è vietato» (ad esempio è stato chiarito con precisione quel che si intendeva con «vigneti intensivi»). «Alcune asperità del linguaggio sono state riviste», dice Marson: «Banalizzazione, che agli agricoltori sembrava offensivo, è diventato semplificazione del paesaggio». Anche sul vivaismo pistoiese i toni sono stati molto ammorbiditi. Più complesso, accogliere le critiche degli itticoltori di Orbetello: in quel caso i vincoli dipendono da leggi dello Stato. «Ma conclude Marson stiamo già parlando con le soprintendenze per rispondere alle esigenze degli imprenditori». Per Rossi «sul piano paesaggistico c'è accordo fra la Regione e gli agricoltori e sono state superate positivamente incomprensioni ed equivoci». E le polemiche? «Non abbiamo certamente risposto positivamente alla calunnie, come a chi ci accusava di voler espiantare le vigne», sottolinea Marson: «Sono state accolte il 90 delle richieste degli agricoltori», dice Gianni Salvadori. Su chi abbia vinto tra tutela e sviluppo, nessuno si sbilancia.