LONDRA. E pensare che un giorno sì e uno no il governo di sua maestà invoca sanzioni contro quel prepotente di Putin. Il quale a sua volta minaccia sfracelli contro gli occidentali cattivi. Poi si scopre che Londra fa un bellissimo regalo a San Pietroburgo, che Putin allarga in privato il sorriso perché incassa niente meno che il prestito dal British Museum di un marmo del Partenone, la Divinità fluviale, per celebrare i 250 anni del museo Ermitage. La distensione viaggia con la cultura. Ed è una gran cosa. Ma è chiaro che la Grecia si senta presa un po' in giro. Atene rivendica stizzita gli «Elgin Marbles», così chiamati da che l'ambasciatore britannico nell'impero ottomano (Lord Elgin) li fece prelevare e li vendette nel 1816 al British Museum per 35 mila sterline d'oro. Urla nel silenzio. Adesso la beffa. Al punto che il premier greco Antonis Samaras parla di «affronto al nostro popolo». E che sia una beffa lo dice innanzitutto una circostanza: è la prima volta in due secoli che una statua del frontone ovest del Partenone abbandona il British Museum. Trasferimento storico che smentisce uno degli argomenti addotti da Londra (i marmi non possono essere mossi) per respingere le pressanti richieste di Atene. Ma poi c'è il racconto che sta dietro all'improvvisa scomparsa della Divinità Fluviale dalle sale del British Museum, alla spedizione in aereo qualche notte fa, all'arrivo a San Pietroburgo e alla sistemazione con tanto di guardia armata prima dell'annuncio urbi et orbi a operazione conclusa. Era da un anno che il British Museum e l'Ermitage stavano trattando. I due direttori sono amici. Né la guerra in Ucraina, né l'abbattimento del volo di linea diretto in Malesia hanno fermato le due istituzioni che discutevano (in terra neutra a Berlino) del prezioso marmo. Il British Museum, del resto, gode di piena autonomia, deve solo informare il governo. Ma un certo imbarazzo c'è: Londra inveiva contro Mosca però sapeva che il carico da novanta era in partenza. Con buona pace della Grecia. Il paradosso è che in questi mesi le voci a favore della restituzione degli «Elgin Marbles» si stavano rialzando. Parlavano attori del calibro di George Clooney, Matt Damon e Bill Murray (protagonisti del film «Monuments Men»). Parlava anche l'inglese Stephen Fry: «Sarebbe un atto di fede nel futuro della Grecia». E si muoveva l'avvocatessa Amal Alamuddin, la signora Clooney, fiera sostenitrice della restituzione. Più o meno in quelle ore i due consigli del British e dell'Ermitage si ritrovavano al completo. Trattative segrete. Viaggio segreto. Come Cameron, è sicuro che anche Putin sapesse. Eppure ancora l'altro ieri tuonava: «L'Occidente vuole una nuova cortina di ferro». Per ora la cortina di ferro circonda la Grecia.
Il tesoro del Partenone vola (ma in Russia). La rabbia della Grecia
Il governo britannico ha donato al museo Ermitage di San Pietroburgo un marmo del Partenone, noto come la Divinità fluviale, per celebrare i 250 anni del museo. La Grecia si sente presa in giro e rivendica gli Elgin Marbles, che furono prelevati e venduti al British Museum nel 1816. Il premier greco Antonis Samaras ha parlato di affronto al popolo britannico. La donazione è stata vista come una beffa, poiché è la prima volta in due secoli che una statua del Partenone abbandona il British Museum. Il British Museum ha trattato con l'Ermitage per il prestito del marmo, che è stato trasferito a San Pietroburgo con una spedizione aereo segreta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo