Legambiente: il maltempo è tornato a colpire dove si è costruito troppo. Simbolico il fatto che il nubifragio abbia comportato la cancellazione del dibattito sul Pit PORTOFERRAIO. «Ancora una volta il bollettino del maltempo ha i nomi delle località che Legambiente da anni indica ad come ad alto rischio: Marina di Campo, Procchio e soprattutto la piana di San Giovanni e la caotica e cementificata periferia di Portoferraio che arriva fino al Porto e quasi a ridosso del centro storico. Prima c'erano stati Rio nell'Elba, Rio Marina, di nuovo Campo nell'Elba, per non scordarsi Lacona». L'associazione Legambiente Arcipelago toscano non crede che quanto accaduto a Portoferraio sia solamente imputabile al maltempo. O, più precisamente, ritiene che i danni siano legati a doppio filo a una gestione del territorio discutibile all'Isola d'Elba. «A Portoferraio basterebbe leggere quanto scritto da Legambiente nelle sue osservazioni agli strumenti urbanistici per ritrovarci gli stessi nomi dei luoghi oggi finiti nuovamente sott'acqua, le stesse località dove si vuole ancora innalzare "grattacieli", dove si sta costruendo e si è già costruito nonostante sia chiaro da anni che si tratta di un territorio fragile, in crisi e dove il reticolo idraulico e fognario non è più da tempo in grado di reggere la nuova normalità climatica, che ha trasformato episodi che una volta erano eccezionali in pericoli quotidiani ogni volta che il cielo si rannuvola». Una nuova "normalità" che, secondo Legambiente, per la quale non basterà la manutenzione e la cura di un territorio già fin troppo sfruttato, ma nella quale bisognerà mettere mano all'unica vera grande opera pubblica tanto necessaria quanto ignorata e poco finanziata: il recupero e la messa in sicurezza del territorio. «È altamente simbolico aggiungono da Legambiente che il nubifragio abbia colpito Portoferraio e l'isola alla vigilia di due convegni. Uno dei quali, quello con le scuole saltato per allagamenti, sul piano paesaggistico co-organizzati da un Comune che contro quel piano ha fatto ricorso al Tar, facendosi portavoce delle categorie e delle associazioni che credono che il futuro e lo sviluppo di questa nostra isola ferita possano ancora essere fatti di cemento, mentre la "nuova normalità" vista all'opera in questo autunno piovoso ci dice e ci impone di prenderci cura del territorio».
TOSCANA - TERRITORIO. "E' arrivato il momento di prenderci cura del territorio"
Legambiente ha denunciato che il maltempo ha colpito nuovamente Portoferraio, una delle località indicate come ad alto rischio da l'associazione. La piana di San Giovanni e la periferia di Portoferraio sono state colpite, con la cancellazione del dibattito sul Pit PORTOFERRAIO. Legambiente ritiene che i danni siano legati a una gestione del territorio discutibile e che il recupero e la messa in sicurezza del territorio sia necessario. L'associazione ha anche criticato la gestione del Comune e ha richiesto una maggiore attenzione alla cura del territorio. Il nubifragio ha colpito Portoferraio alla vigilia di due convegni, tra cui uno sul piano paesaggistico.
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