Il sindaco Franchi a ruota libera sul passaggio a Fondazione: «Lascio la presidenza entro fine anno, il futuro della cultura è collaborare con i privati» di Alessandra Bernardeschi ROSIGNANO. Chiuso il teatro L'Ordigno a Vada e il museo archeologico di Rosignano Marittimo; Castello Pasquini sottoutilizzato, niente mostre o rassegne. Poi, il caso Armunia. Mai come oggi la cultura sul territorio sta vivendo un periodo particolarmente difficile. Con il sindaco Alessandro Franchi partiamo proprio da Armunia, dal suo debito, dalla sua trasformazione in Armunia2, dalla programmazione futura. Sindaco, facciamo il punto su Armunia. «Armunia nasce nel 1996 e i suoi bilanci sono sempre chiusi con un disavanzo tra i 20 e gli 80 mila euro. Ad oggi il debito complessivo, tenendo conto delle gestioni passate, è di 350 mila euro. Chi parla di 600 mila euro conta anche i 250 mila euro degli accantonamenti del Tfr, ossia la liquidazione che spetta ai lavoratori. Il Comune, rimasto l'unico socio, dà un contributo di 630mila euro l'anno. Una cifra che viene spesa per le utenze del Castello Pasquini, per tenere aperta la struttura, per le pulizie e per il personale. Solo 130mila euro vanno alla spettacolazione. A conti fatti, se noi decidessimo di chiudere Armunia, non risparmieremo niente. Il personale del comune andrebbe pagato ugualmente, dovremmo pagare le utenze, il personale per tenere aperta e in funzione la struttura che altrimenti si deteriorierebbe (castello Pasquini, parco, tensostruttura), avremmo spese per il guardianaggio. Infine andremo a creare alcuni disoccupati». Chi pagherà il debito? «Quando siamo rimasti gli unici soci abbiamo pensato di migliorare lo strumento giuridico passando da Associazione a Fondazione. Una sentenza del Tar ci ha obbligati a scindere il percorso. Il ministero e la Regione possono erogare contributi solo ad associazioni che abbiano almeno tre anni di attività pregressa. La fondazione che nasce oggi, in discontinuità con Armunia, non può vantare l'esperienza triennale e dunque Armunia 1 non chiuderà almeno finché la Fondazione non potrà vantare tale esperienza. Armunia 1 rimarrà per la sua esperienza nell'attività di spettacolazione mentre la Fondazione, dal 2015, sarà l'unico interlocutore con l'amministrazione comunale. L'amministrazione comunale non sarà più socia dell'Associazione. E sarà l'associazione a pagare il debito nei modi che crederà più opportuni, anche attraverso un prestito, perché i fornitori vanno pagati. Tra l'altro, come ho già annunciato, entro l'anno non sarò più io il presidente dell'associazione». Qual è la funzione di Armunia? «Nell'ultimo consiglio comunale abbiamo approvato un atto all'unanimità per iniziare un percorso con il polo tecnologico di Navacchio, centro d'eccellenza per le imprese. A Rosignano Solvay nascerà un punto di "incubazione" di impresa e di sviluppo dell'innovazione tecnologica rivolto ai giovani. Ebbene Armunia è stata antesignanamente un "incubatore di artisti", un' impresa culturale. A Castiglioncello sono arrivati giovani ai quali è stata data la possibilità, attraverso le residenze e le esperienze, di crescere. Persone che nessuno ancora conosceva e che sono diventate artisti di livello nazionale e internazionale. Da qui sono passati tutti. E non è un caso che sia accaduto a Castiglioncello. Guardando ai Macchiaioli, al cinema (qui sono stati scritti i copioni di film che hanno fatto la storia del cinema italiano) Castiglioncello è luogo di ispirazione culturale. Qui "incubiamo gli artisti". E questo ruolo è quello che risponde appieno al territorio. Non è un caso, con la crisi che sta attraversando il nostro Paese, che Armunia sia uno dei pochi soggetti riconosciuti dal ministero e dalla Regione. Possiamo criticare e migliorare. L'anno scorso, ad esempio, abbiamo programmato alcuni spettacolo al teatro Solvay. Ma se ministero e Regione contribuiscono rispettivamente con 65mila euro e con 150mila euro annui un motivo ci dovrà pur essere. E proprio il ministero quest'anno ha aumentato il contributo». Allargando lo sguardo dopo i recenti fatti - chiusura Ordigno e Museo archeologico, strutture non utilizzate appieno come il castello Pasquini - quali gli obiettivi che si pone l'amministrazione comunale? «Sulla situazione generale hanno inciso diversi fattori. Il primo è quello delle risorse. Dal 2010 ad oggi ai Comuni sono state imposte riduzioni drastiche che ci hanno portato a fare scelte sul bilancio che hanno avuto un impatto importante sul settore culturale. Dovendo scegliere tra le poche risorse disponibili, abbiamo investito sulle scuole e sul sociale penalizzando il settore dei convegni e delle mostre. Limitazioni che abbiamo subìto e che non ci hanno permesso di intervenire sulla messa in sicurezza, rispetto alle nuove normative antincendio, sul museo archeologico di Marittimo o sull'Ordigno. Nonostante ciò ci siamo mossi cercando di ampliare la cultura incentrandola non tanto sul numero degli eventi ma sulle strutture. Con un investimento di 350mila euro abbiamo riaperto il Museo archeologico di Castiglioncello, abbiamo realizzato il centro le Creste dove vengono organizzate iniziative formative, anche attraverso l'Informagiovani. Per la prima volta abbiamo promosso visite guidata nelle zona archeologica di san Gaetano: ad ogni appuntamento hanno partecipato tra le sessanta e le ottanta persone. L'idea è quella di valorizzare le strutture presenti sul territorio. Per questo abbiamo presentato un progetto alla Comunità Europea che vede al centro il Museo archeologico di Marittimo, quello di Castiglioncello, le torri di avvistamento e la zona archeologica di San Gaetano. L'anno prossimo, ed era già stato deciso, interverremo sull'Ordigno con un finanziamento di 340 mila euro e sul Museo archeologico di Marittimo con 150 mila euro. Quale sfida si pone questa amministrazione comunale per il futuro? «Fino ad oggi, al di là di alcuni contributi, abbiamo fatto tutto da soli, con stanziamenti pubblici. La sfida oggi è che anche i privati, dall'industria agli istituti bancari, dagli albergatori agli operatori, diano un sostegno rispetto a un progetto culturale. Per dieci anni abbiamo organizzato le mostre sui Macchiaioli e post Macchiaioli, poi quelle di artisti contemporanei e non escludo di poterne organizzare altre. Così come organizzare altri eventi. Ma la sfida è quella che anche i privati inizino a contribuire per iniziative delle quali beneficiano in maniera diretta. Iniziative necessarie per la promozione della cultura, della conoscenza per educare le nuove generazioni al bello».
TOSCANA - ROSIGNANO. Caso Armunia, i debiti restano all'Associazione
Il sindaco di Rosignano, Alessandro Franchi, ha annunciato che lascerà la presidenza della Fondazione Armunia entro fine anno. La Fondazione è stata creata per gestire il debito di 350mila euro dell'Associazione Armunia, che è stata chiusa a causa di problemi finanziari. Il Comune di Rosignano ha contribuito con 630mila euro all'anno, mentre la Fondazione dovrà pagare il debito. Franchi ha anche annunciato che il Castello Pasquini, che è stato chiuso, sarà riaperto con un finanziamento di 340 mila euro.
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