Il comitato «Difendi Licata No Peos» e il Gruppo Archeologico «Finziade» hanno preso parte all'incontro organizzato a Palermo dalla SOpRINTENDENZA del Mare nel quale istituzioni, Enti pubblici, associazioni, hanno avuto modo di confrontarsi in merito alla tutela dei Banchi dello Stretto di Sicilia. In primo piano è finita ovviamente la questione legata alla realizzazione dei parchi eolici e quella relativa allo Sblocca Italia che autorizza le perforazioni alla ricerca di petrolio e idrocarburi. Il proposito, emerso dall'incontro, a cui ne seguiranno altri, ha ipotizzato la creazione delle cosiddette «zone di rispetto» a mare. «Al fine di evitare che i rischi derivanti dalle attività vengano intraprese - si legge nella nota della Soprintende del Mare - si propone di realizzare il grande parco dei banchi dello Stretto di Sicilia da inserire nella riserva della biosfera dell'Unesco che conta già 612 riserve in 117 paesi dei cinque continenti e 9 in Italia. L'esistenza del grande Parco dei banchi dello Stretto di Sicilia potrà bloccare per sempre le pericolose attività summenzionate e avviare quel virtuoso sviluppo basato sulla valorizzazione delle qualità intrinseche di questo territorio sia nel campo della biodiversità che storico-culturale». A rappresentare Licata, Fabio Amato e Tony Licata con quest'ultimo che ha evidenziato come «nel Canale di Sicilia oltre ad avere un bene inestimabile a livello archeologico, ne abbiamo un altro rappresentato dalla biologia marina». 05122014