«Strade come trazzere, calo di occupazione, imprese che chiudono» Enna è l'unica provincia siciliana che non ha sbocchi al mare ma è anche quella con il maggior numero di strade chiuse (ben 40), franate, disastrate e pericolose, con percorsi tortuosi perlopiù disegnati ancora sul tracciato delle antiche trazzere. «Una provincia franata anche sul lavoro - dichiara Alfredo Schilirò della Cgil - Ci sarebbe tanto lavoro da fare per curare questo territorio martoriato. Ma i cantieri sono fermi da anni e siamo davanti a una provincia in cui il tasso di disoccupazione è oltre il 35 per cento». Proprio per questo Alfredo Schilirò, il combattivo segretario della Fillea Cgil, ha scritto, nelle scorse settimane, un'accorata lettera aperta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per invitarlo a vedere con i propri occhi la povertà e la ricchezza della sua terra. «In Sicilia - scrive il sindacalista - in edilizia si sono persi 70.000 posti di lavoro negli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda la provincia di Enna, i dati evidenziano un vero e proprio bollettino di guerra. Dal 2008 a oggi riscontriamo una diminuzione della massa salariale di circa 8 milioni di euro e una riduzione dei lavoratori consistente. Si passa dai 4.103 operai attivi nel 2008 ai 3.016 del 2011, con un'ulteriore calo di 1.000 unità nel 2013 e con la scomparsa del 15 per cento delle imprese edili». Da un lato un territorio ricco di BENI archeologici e paesaggistici, che chiede di essere curato e protetto e, dall'altro, tanti lavoratori disponibili e inutilizzati. Enna è una terra ricca di BENI CULTURALI e paesaggistici; vanta 200 siti archeologici, il più noto dei quali è la Villa del Casale di Piazza Armerina, il 90 per cento dei quali però è chiuso, in stato di semi abbandono o molto difficile da raggiungere. I pochi scavi che si fanno vengono "catalogati" e subito richiusi perché non ci sono risorse per mantenerli aperti al pubblico. I venti comuni della provincia ospitano inoltre 586 monumenti censiti. Ci sono castelli federiciani sparsi ovunque, e centri storici importanti come quelli di Nicosia e Troina, la prima testa di ponte dei Normanni alla conquista della Sicilia. Strade sbarrate e tesori chiusi. «È uno strazio, questo, - scrive Schilirò - che si spalanca su un paesaggio stupendo, duro come quelli che solo il Sud sa offrire e che mortifica un'altra grande possibile fonte di benessere per i cittadini e i lavoratori: quella del turismo». F. g. 05122014
SICILIA - Territorio ricco ma con mille problemi Sos di Schilirò (Fillea Cgil).
La provincia di Enna, in Sicilia, è una delle province più franate e disabitate del paese. La provincia ha il maggior numero di strade chiuse e franate, con oltre 40 strade pericolose e tortuose. La disoccupazione è alta, con un tasso superiore al 35%. La provincia ha perso 70.000 posti di lavoro in edilizia negli ultimi cinque anni. I dati evidenziano una diminuzione della massa salariale di circa 8 milioni di euro e una riduzione dei lavoratori consistente. La provincia è ricca di beni culturali e paesaggistici, ma molti sono chiusi o difficili da raggiungere. I comuni della provincia ospitano 586 monumenti censiti, tra castelli e centri storici.
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