LE POLEMICHE sui musei di serie "A" e di serie "B", categoria dove era finito il nascente Polo Reale, sono lontane. Questione di tecnicismi, di tabelle e di fasce dirigenziali. Se si guarda alla sostanza il "nuovo" museo di Torino, che mette insieme la Galleria Sabauda, il Palazzo Reale, l'Armeria, la Biblioteca, Palazzo Chiablese e il Museo Archeologico, è nel gruppo di testa dei 18 musei più importanti d'Italia. I siti top del Paese da un punto di vista culturale e turistico. Il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, con il taglio del nastro della Galleria Sabauda nella manica lunga di Palazzo Reale ieri ha voluto sottolineare l'importanza del nuovo sito. Non è la prima volta che Franceschini varca i cancelli di via XX Settembre. Già in occasione della riunione dei ministri alla Cultura dell'Unione Europea, casco in testa, aveva visitato il cantiere. «Pochi mesi fa c'era il dubbio che non si riuscisse a non rispettare la scadenza del fine lavori ha raccontato invece tutto è andato per il meglio e sono felice di essere qui. Torino si conferma un modello per il Paese. È la prova di quello che con un po' di testardaggine e convinzione tutto il Paese può fare per riscoprire la sua vocazione culturale, investendo sui talenti e le risorse che ha». Accanto a lui il direttore regionale per i Beni Culturali, Mario Turetta, e la soprintendente Edith Gabrielli, che ha seguito i lavori della galleria e della costruzione del sito. «Il Polo Reale di Torino è uno dei 18 grandi musei italiani che avranno autonomia fiscale, contabile e amministrativa. Entro il primo trimestre del 2015 nomineremo i 18 direttori con una selezione fuori dalle normali regole della pubblica amministrazione. Questo ci permetterà di avere alla guida dei musei italiani grandi professionalità della cultura, siano italiani che hanno avuto esperienze all'estero siano stranieri». Il ministro si è poi lanciato in una visita non di circostanza della Galleria Sabauda, accompagnato dal sindaco Piero Fassino, entusiasta, e da Gabrielli nel ruolo di cicerone. Ed è rimasto colpito «dal restauro intelligente, in linea con quello che si sta facendo per conciliare tutela e valorizzazione del patrimonio. La prima non è in contrasto con la seconda». Quella di Franceschini è stata una piacevole passeggiata tra i capolavori che sono tornati nella prima sede della galleria, quella inaugurata da Carlo Alberto, ritratto che campeggia nella prima sala della Sabauda. «Non sono venuto a far discorsi », ha detto citando il titolo di un libro di Gabriel Garcia Marquez. «Andiamo a visitare i capolavori ». Accompagnato dalla soprintendente, che tra i diversi ospiti dell'inaugurazione veniva indicata come una delle migliori candidate per la direzione del Polo, si è soffermato sui capolavori dei maestri della scuola di Ferrara, la sua terra natale, da Mazzolino a Guercino. Poi un minuto di contemplazione dei Rembrandt, in particolare del «Ritratto di vecchio addormentato», e lo stupore per la sala delle battaglie dedicata al Principe Eugenio. Giro che si è concluso con la visita alla collezione di Riccardo Gualino, ospitata nel sottotetto, dove Franceschini è rimasto incantato dalla «Venere» attribuita alla bottega di Botticelli, l'occasione per discutere con Gabrielli sull'attribuzione dell'opera al maestro o a qualche suo allievo. Opera che presto lascerà la manica lunga per essere esposta a Berlino. «Entusiasmante », ha detto alla fine del tour il ministro. «Un bellissimo allestimento, anche le luci sono perfette, non disturbano, complimenti a chi ha realizzato i lavori». Ultimo atto la foto di gruppo, sulla scalinata della manica, con gli operai e i tecnici della Gozzo group che hanno seguito il cantiere di ristrutturazione del complesso. «Quattro anni di lavoro senza incidenti ha ricordato il sindaco Fassino Torino è la città della Thyssen ed è poco distante da Casale, la sicurezza sul lavoro per noi è un aspetto importante». Poi un tributo alla soprintendente Gabrielli da parte del primo cittadino: «È stata l'anima di questo recupero». Un buon viatico in attesa della nomina a direttrice del Polo? Si vedrà entro fine marzo.