MARIO Turetta, direttore regionale del Mibact, con l'inaugurazione della Galleria Sabauda si è completato il Polo Reale. Soddisfatto? «Assolutamente sì, la Sabauda era il tassello mancante, ora si può dire concluso il collegamento fisico tra i vari edifici del Polo. E' una tappa importante, con la Pinacoteca dei Savoia che trova una terza sede, dopo Palazzo Madama e il Collegio dei Nobili: praticamente un ritorno a casa per quei dipinti, nella Manica nuova di Palazzo Reale ristrutturata in modo straordinario". In che senso un ritorno a casa? «La collezione era collocata un tempo nella Galleria del Beaumont, dove ora c'è l'Armeria Reale, dunque all'interno dell'attuale Polo: poi Carlo Alberto ne volle fare un museo aperto al pubblico e la trasferì nel 1832 a Palazzo Madama, dove rimase fino al 1865: allora emigrò in via Accademia delle Scienze, dove è rimasta fino al recente trasferimento ». Che cosa cambia ora per il Polo Reale? «Il visitatore da oggi potrà entrare, acquistare il biglietto a Palazzo Reale e da lì iniziare il suo tour vistando tutti i musei, inclusi quello di Antichità e la Biblioteca Reale, senza mai uscire all'aperto. Poi ci saranno i Giardini reali, che faranno da tessuto di collegamento. Dovevano essere pronti a giugno, ma l'apertura è slittata a settembre: i lavori di ripristino si fermeranno per tre mesi per permettere l'afflusso dei pellegrini per l'Ostensione della Sindone». Un progetto in cui lei ha creduto tanla tissimo, non è così? «Sì, ci ho creduto, ma non solo io. E' stato un lungo percorso, iniziato nel 2005, raccontato in un volume appena pubblicato. In realtà tutto è partito prima, dagli studi alla fine degli anni '90 quando la Città attraverso Torino Internazionale ha ripensato gli asset strategici e pensato al "museo diffuso" nel centro della città. Mi è sembrato fondamentale impegnare tutti nella riunione di questi edifici, che erano stati divisi con l'avvento della Repubblica, quando il Palazzo Reale fu assegnato al demanio: è allora che per ognuno di questi siti si studiarono nuove funzioni». Il sindaco Fassino l'ha ringraziata per averci creduto, aggiungendo che lei ha lavorato "spesso in solitudine". Perché? «Ringrazio il sindaco, che ci è stato molto vicino. Diciamo che la considero una battuta, in realtà non mi sono sentito solo, ringrazio infatti anche i collaboratori dell'amministrazione che con testardaggine hanno perseguito il progetto. E poi ho avuto accanto la Regione, la Consulta, la Fondazione Crt e soprattutto la Compagnia di San Paolo, che ci hanno sostenuto. Certo, a volte ci si sente più o meno capiti: ma poi si è arrivati a luglio di quest'anno, quando nell'ambito della riorganizzazione del Mibact il Polo Reale è stato inserito tra i 18 musei di interesse nazionale, con autonomia di gestione. E' stato per noi un grande riconoscimento». Chi lo dirigerà? «Ci sarà un direttore unico che verrà scelto con un bando del Ministero: entro il primo trimestre del 2015 si conoscerà il nome. Non sarò io, mi aspettano altri incarichi». Adesso, si è detto ancora ieri, tocca alle Residenze sabaude: nascerà un altro polo e sarà la volta buona, dopo tanto parlare? «Guardi, in realtà si è investito molto nel sistema delle regge in questi anni, a partire da Venaria che ne è il portale: adesso, con il Polo Reale recuperato bisogna lavorare sulla promozione, sul marketing, su una regia generale. Il sistema deve trovare una cabina di regia per esaltare e potenziare tutte le residenze, salvaguardando però di ognuna specificità e autonomia di gestione». Che cosa le ha detto il ministro Franceschini? «Ha espresso grande soddisfazione per il Polo Reale, che aveva già visitato, ma quando la Sabauda era ancora un cantiere. E ha riconosciuto l'importanza del modello piemontese, caratterizzato dalla buona gestione del rapporto tra pubblico e privato e da una collaborazione sempre più necessaria, di cui non si deve avere paura».
PIEMONTE - "Il tassello che mancava Ora bisogna promuovere il sistema delle residenze"
Il direttore regionale del Mibact, Mario Turetta, ha inaugurato la Galleria Sabauda, completando il Polo Reale. La Sabauda era il tassello mancante per collegare i vari edifici del Polo. La Pinacoteca dei Savoia trova una terza sede, dopo Palazzo Madama e il Collegio dei Nobili. Il visitatore potrà entrare a Palazzo Reale e visitare tutti i musei senza uscire all'aperto. I Giardini reali faranno da tessuto di collegamento. L'apertura è stata slittata a settembre a causa dei lavori di ripristino. Il progetto del Polo Reale è stato iniziato nel 2005 e ha richiesto la collaborazione di molti.
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