Con ArtBonus detrazione fiscale del 65 alle imprese che investono su beni monumentali pubblici "Un'autentica rivoluzione che introduce gli strumenti concreti e operativi per sostenere il patrimonio culturale e rilanciare il settore turistico". Così il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo ha definito "ArtBonus". Il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, approvato con decreto legge n.83 del 31 maggio 2014, trova terreno fertile a Ferrara. La città, infatti, ne sperimenterà per la prima volta l'utilizzo nell'ambito del progetto "Adotta una colonna", curato e proposto dalla Fondazione dei Geometri in collaborazione con il Comune di Ferrara, Ascom Concommercio e il gruppo di comunicazione Dinamica Media. "Il progetto che vi presentiamo illustra l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ferrara, Aldo Modonesi si inserisce nell'ottica di un percorso a più mani rivolto alla cura e tutela di piccoli pezzi del patrimonio monumentale della nostra città. L'intervento, per il quale abbiamo già ottenuto il nulla osta da parte della Sovrintendenza, prevede il restauro e la pulizia degli 8 archi in cotto e delle 9 colonne dell'ala ovest di piazza Municipale, includendo i due portali prospicienti via Garibaldi". Il costo delle opere da finanziare è stato stimato intorno ai 15 mila euro e l'operazione di accantieramento della piazza comincerà a partire dal mese di gennaio."La collaborazione diretta di Ascom specifica l'assessore ci permette di partire, rispetto ai 15 mila euro richiesti dal progetto, con una copertura pari a più della metà di quelli che saranno gli interventi complessivi". Ascom, Fondazione dei Geometri e Dinamica Media, oltre ad essere partner del Comune nella messa in campo dell'iniziativa, vi hanno partecipato direttamente adottando parte del colonnato e contribuendo a sensibilizzare i diversi operatori economici della città ad aderire al progetto. "Se finora interviene il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani sono mancati in questo Paese gli investimenti sul patrimonio culturale è perchè sono stati bloccati da una mancanza di riconoscimento fiscale ai privati che investivano. Va pertanto riconosciuto il valore positivo di questa iniziativa ministeriale perchè il recupero del 65 dell'imposta sarà, senz'altro, un incentivo per le imprese a investire sulla riqualificazione del patrimonio artistico monumentale del territorio in cui operano". Questo dunque il valore aggiunto di Art Bonus: la possibilità per le imprese aderenti al progetto di detrarre il 65 delle donazioni fatte in favore di beni monumentali pubblici. "Art Bonus aggiunge il vicepresidente della Fondazione dei Geometri, Giuseppe Rando è un cacciatore di mecenati, che non esisteva ancora quando abbiamo lanciato il progetto, ma che è fondamentale incentivare. Per questo noi che siamo dei professionisti polivalenti abbiamo attivato dei corsi di formazione rivolti ai giovani per sensibilizzarli sull'importanza del recupero del patrimonio monumentale" Sulla stessa lunghezza d'onda Davide Urban, direttore di Ascom Confcommercio. "Abbiamo accolto volentieri l'iniziativa perchè è un momento di forte collaborazione fra pubblico e privato. Quanto più gli affari vanno meglio tanto più la società va avanti ed è giusto che le imprese restituiscono al territorio una parte di ciò di cui beneficiano". Lo sportello interattivo delle sponsorizzazioni culturali sarà attivato a partire dall'1 di gennaio e renderà possibile il consolidarsi di attività di matching tra imprese interessate a investire nella cultura e i singoli operatori che organizzano eventi culturali. A ricordarlo Mauro Giannattasio, segretario generale della Camera di Commercio di Ferrara. "Ci auguriamo specifica che anche le imprese di altri territori abbiano interesse ad attenzionare il nostro patrimonio, attivando delle relazioni con la nostra Provincia. Più di 8 mila imprese del nostro territorio hanno finora aderito a progetti di cultura e ammonta a quasi 600 mila euro il valore aggiunto che le imprese culturali producono. Sono numeri importanti che devono farci riflettere sul fatto che la cultura è economia e viceversa. E' fondamentale che un'impresa sia socialmente responsabile e veicoli il proprio brand all'interno del contesto socio-culturale nel quale opera".