MEDIO CAMPIDANO Sanluri. Ma il Comune insiste: nuovo esproprio per il parcheggio Casa Vinci salvata ancora una volta dalle ruspe, grazie al tempestivo intervento della Sovrintendenza ai beni architettonici e culturali di Cagliari e Oristano. Per l'interesse storico che riveste, l'antica casa padronale di Sanluri potrebbe finire sotto tutela del Ministero dei Beni culturali . Per il momento, c'è solo un procedimento di «dichiarazione dell'interesse culturale dell'edificio». Il responsabile incaricato dalla sovrintendenza, l'architetto Paolo Margaritella, ora avrà tempo sette mesi per concludere le procedure e sottoporre a vincolo la casa, costruita alla fine del diciottesimo secolo. L'EDIFICIO. L'abitazione con annessa sa lolla, si trova in pieno centro a Sanluri, proprio di fronte a piazza San Pietro. Da anni è oggetto di interesse da parte dell'amministrazione comunale: dalla sua demolizione vorrebbe ricavarne una trentina di parcheggi. I proprietari, gli eredi di Boiccu Vinci, si sono sempre opposti all'esproprio. Soprattutto non vogliono sentire parlare di demolizione e tanto meno di parcheggi. «Capirei l'esproprio - aveva detto Maria Vinci una delle eredi - per ristrutturare la casa e farne magari un centro culturale, ma non per abbatterla e lasciare posto a delle aree di sosta». GLI EREDI. A Sanluri il quesito ( abbattere o no casa Vinci) in passato ha diviso la cittadinanza. Da una parte chi era d'accordo con gli eredi («Quella casa ha un interesse storico bisogna valorizzarla e ristrutturarla»), e dall'altra chi con il Comune, convinto che «l'edificio è irrecuperabile, sta cadendo a pezzi, meglio i parcheggi». La caparbietà di Maria Vinci e gli altri eredi, finora però è stata premiata. E sono riusciti a bloccare il progetto dei parcheggi, l'appalto ormai pronto e i tentativi di acquisizione dell'immobile da parte del Comune. SOPRINTENDENZA. Ora dopo vari ricorsi al Tar gli eredi hanno deciso di interessare anche il ministero per i Beni e le attività culturali. Così la Soprintendenza ha avviato il procedimento per la dichiarazione di interesse culturale di Casa Vinci. È un' abitazione con alle spalle realizzata in tipico stile campidanese che risale all'Ottocento. In parte costruita in terra cruda, ospitò anche un granaio per un certo periodo. Insomma, quanto basta per avviare le procedure ministeriali per tutelare i beni artistici. Ora, entro 90 giorni, chiunque abbia interesse può presentare delle osservazioni: gli eredi con documenti e memorie storiche che rafforzino il vincolo; il Comune per opporsi e presentare le sue ragioni. Quest'ultimo ha già dato incarico al suo legale di intervenire nel procedimento . RICORSO. Non si sanno però le argomentazioni oggetto di ricorso. L'amministrazione è stata appena rinnovata e la giunta non è stata ancora costituita. Infine, entro 210 giorni dall'avvio del procedimento, ci saranno le deduzioni del Ministero e la decisione definitiva. Se la casa verrà sottoposta a tutela, i proprietari avranno dei vincoli di conservazione imposti. Oggi Casa Vinci, disabitata da decenni, è ormai in totale stato di abbandono. SOSPENSIVA. L'ultima volta, qualche mese fa, il procedimento di esproprio dell' amministrazione era stato bloccato da una sospensiva del Tar per un vizio di procedura. Ma, come gli eredi, neppure il Comune si è arreso e, in attesa del pronunciamento della Sovrintendenza, all'inizio di maggio ha avviato una nuova procedura di esproprio per Casa Vinci.