Dossier Legambiente: così le norme edilizie incideranno sul territorio Milano. Con la nuova legge regionale sul consumo di suolo, la provincia lombarda che potrebbe essere più penalizzata dal cemento nei prossimi 30 mesi è Sondrio: tra Valtellina e Valchiavenna, infatti, rischiano di sparire 2.299 ettari di verde, pari al 27 della superficie già urbanizzata (8.583 ettari). Al secondo posto di questa speciale classifica c'è Bergamo con il 23, seguita sul gradino più basso del podio da Pavia (22). Passando dalle province alle città: in testa c'è Brescia con il (52) e la possibile perdita di 872 ettari su un totale di 1.689 già antropizzati, poi ci sono Bergamo (28, 657 ettari), seguite con il 20 da Lodi (213 ettari) e Mantova (437 ettari). Invece in Lombardia, in totale, sarebbero in pericolo 54 mila ettari di campi coltivati, pari al 16, una superficie ampia quanto quattro volte la città di Milano. L'allarme è contenuto in un dossier messo a punto per il Corriere della Sera dal Centro di ricerca sui consumi di suolo, animato da Legambiente Lombardia, Istituto nazionale di urbanistica e Politecnico di Milano. Analizzando i Pgt dei comuni, i ricercatori Andrea Arcidiacono, Silvia Ronchi e Stefano Salata hanno delineato le possibili ricadute che la nuova legge regionale, approvata lo scorso 19 novembre dal Pirellone, potrebbe avere sulle province lombarde e sulle dodici città capoluogo. Hanno, quindi, calcolato la quantità di costruzioni che potrebbero essere realizzate nei prossimi 30 mesi: cuore del provvedimento, infatti, è il termine di due anni e mezzo imposto ai 1.531 comuni lombardi per concretizzare i piani attuativi che trasformano in urbanizzate le aree verdi di cui è stata cambiata la destinazione d'uso. «I 54 mila ettari ora in pericolo superano di gran lunga i 41 mila ettari inghiottiti dal boom immobiliare nel periodo 1999-2012», spiega Damiano Di Simine, dal Centro di ricerca, lanciando un nuovo appello salva-terra, nella giornata che oggi, 5 dicembre, la Fao ha dedicato al consumo di suolo. Le nuove regole per la difesa del verde hanno però animato il dibattito del consiglio regionale per 9 mesi, fino al voto sul pacchetto delle norme promosse dalla giunta Maroni e bocciate dalle opposizioni. E anche il mondo ecologista e agricolo si è spaccato: contraria Legambiente presieduta da Di Simine, favorevole il Wwf guidato da Paola Brambilla, mentre la Coldiretti con Ettore Prandini ha sottolineato che probabilmente sarà la crisi del mattone a «proteggere» le coltivazioni. Non ci sono dubbi invece per il Centro di ricerca: «La Lombardia è sotto scacco, perché non calano gli appetiti urbanistici». E, alzando l'asticella d'allarme, denuncia che «nel 2015 saranno i Comuni a farsi promotori delle trasformazioni immobiliari del loro territorio, perché con gli oneri di urbanizzazione riusciranno ancora una volta a far quadrare i loro bilanci». E se la minaccia del cemento pesa soprattutto sui campi delle province di Mantova e Pavia, lo studio mostra che la percentuale di territorio regionale urbanizzato sale al 16,8 per cento. Una «crosta di cemento e asfalto» che corrisponde al 45 della superficie agricola utilizzata, che è invece in continua contrazione.
Sondrio, cemento mangia-verde. Allarme anche a Bergamo e Pavia
Il nuovo testo del dossier Legambiente analizza le possibili ricadute della legge regionale sul consumo di suolo approvata lo scorso 19 novembre sulle province lombarde e sulle dodici città capoluogo. I ricercatori hanno calcolato che 54 mila ettari di campi coltivati potrebbero essere in pericolo di essere inghiottiti dal cemento nei prossimi 30 mesi. La Lombardia, in particolare, rischia di perdere 2.299 ettari di verde tra Valtellina e Valchiavenna, pari al 27% della superficie già urbanizzata. Le province più penalizzate saranno Sondrio, Bergamo e Pavia.
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