Lottizzazione abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico. Questo il reato per cui sono stati apposti i sigilli alle casette del Paradù Resort, sorto sulle ceneri dell'ex Club Med. A Castagneto sono arrivati i carabinieri per eseguire il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Livorno. Sotto la lente degli inquirenti gli interventi urbanistici della Medonoratico Srl, la società che ha dato corpo al villaggio, realizzati attraverso richieste con procedura semplificata che fanno tutte riferimento al medesimo cantiere, con identico committente e le stesse ditte esecutrici. Una modalità che per gli inquirenti ha consentito di sminuire la reale portata dell'intervento, frazionandolo in tante realizzazioni minori, per le quali non si sono attivate le procedure richieste dal Regolamento urbanistico vigente a Castagneto Carducci. Ovvero, la predisposizione di un Piano attuativo, con un'apposita valutazione d'impatto ambientale. In particolare, viene contestata la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria ma anche di una strada interna cementificata e di un numero di unità prefabbricate, le cosiddette casa mobili, in assenza delle autorizzazioni urbanistiche.Ad oggi il villaggio è realizzato per circa un terzo: 193 case mobili, ma contando di arrivare a 654. Ad illustrare l'attività dei pm Fiorenza Marrara e Gianfranco Petralia è il procuratore Francesco De Leo. Oggi afferma la volumetria finale è di circa 4 volte superiore a quella iniziale per ogni casetta, con totale indipendenza e stabilità di ogni casa. «Credo che la magistratura e gli inquirenti abbiano compiuto un macro errore», dice Riccardo Mariotti, amministratore unico della società proprietaria del Paradù: «È un villaggio turistico e mi viene attribuita la realizzazione di volumetrie che in realtà non ci sono. Le strutture temporanee non costituiscono volumetria edilizia, ma semplici manufatti a servizio della struttura».(ma.mo.)