«La bellezza delle diverse civiltà come antidoto alla barbarie» Nella villa dell'imperatore a Tivoli, scoperta la tomba di Antinoo Domenica mattina ho avuto una gran fortuna: quella di evocare Villa Adriana, i suoi cipressi, gli ulivi, il bacino rettangolare del Canopo, colmo d'acqua chiara, in cui si specchiano le bianche colonne marmoree e la mezza cupola dell'emiciclo originale, un tempo rivestita di mosaici di vetro blu... ed insomma di consegnare le mie emozioni, perché me le "collocasse" finalmente in un ambito sia pure minimo di conoscenza, ad un archeologo, Bernard Andreae, celebre in campo internazionale per le scoperte e le pubblicazioni anche sulla villa dell'imperatore Adriano. Un personaggio, Adriano, nato non si sa bene se ad Italica, città romana a nord-est di Siviglia, o a Roma, nel 76 d.C. (morto a Baia, Napoli, nel 138), e che é diventato, dagli ultimi decenni del secolo scorso, il protagonista quasi popolare nella migliore accezione del termine) di uno dei più bei libri del Novecento, le "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar. E nella piccola terrazza fiorita della casa quattrocentesca di via Monte della Farina, in cui abita, mi accoglie dunque il Professore Andreae. Lui è nato a Graz da genitori tedeschi, ma ha scelto di vivere a Roma anche dopo la fine, nel 1995, del suo incarico di Direttore dell'Istituto Archeologico Germanico. La prima (forse la più banale) delle mie domande è: quanto rassomiglia al "vero" Adriano, il personaggio della Yourcenar, e quanto la lettura che la scrittrice belga ha fatto della Villa di Tivoli corrisponde alla interpretazione che ne danno archeologi e storici ? «II ritratto di Adriano, tracciato dalla Yourcenar, è perspicace e profondo, ne ha colto la psicologia ma anche il pensiero politico. Perché la Villa di Tivoli non è un "un sogno in pietra", come sostiene una interpretazione romantica. È un gesto di estrema e modernissima lungimiranza politica. Lui ha chiuso con l'Impero romano alla conquista del mondo. Adriano, diventato imperatore, dopo una esemplare carriera militare ha capito che estendere ancora l'Impero era troppo costoso e non rendeva nulla. Ha quindi ricominciato a viaggiare -aveva sempre viaggiato, specialmente attratto dalla Grecia e dall1 Oriente - ma nei quattro grandi viaggi da Imperatore non inseguiva altre conquiste militari: voleva conoscere l'Impero, le risorse e i bisogni della varietà dei suoi abitanti, e renderlo un unicum, qualcosa che nella storia dell'Occidente non si è più ripetuto. Lui voleva abbellire il mondo, nella pace e nella sicurezza. Non sono parole, sono fatti. Villa Adriana non l'ha concepita come il luogo degli otia del Principe, ma come esempio, come pedagogia per tutte le componenti dell'Impero: un modello per far capire a tutti i popoli come vivere sviluppando ognuno secondo le proprie regole - i templi di Efeso furono decisi insieme agli abitanti del luogo - gli elementi della civiltà. Il credo dell'imperatore Adriano era questo: riunire in un unico luogo, la Villa di Tivoli, le più belle creazioni artistiche dell'umanità, per consentire al mondo civilizzato di difendersi dalla barbarie». Spiegata davanti a me la mappa di Villa Adriana, un comprensorio che si estende per 120 ettari, dove la metà è ancora da scavare, Bernard Andreae mi conduce per mano all'esplorazione del territorio, degli edifici, delle innovazioni tecnologiche ideate dall'Imperatore. Adriano odiava il traffico: uno dei suoi primi provvedimenti fu quello di proibire i carri e i cavalli nel centro di Roma. A Tivoli, iniziando i lavori nel 118 - un anno dopo essersi materialmente insediato a capo dell'Impero - fece scavare, per i carri e le merci, anche quelle trasportate a piedi, un percorso che può definirsi la prima metropolitana mai esistita. Una via sotterranea principale che si diramava in corrispondenza ai principali edifici, con le relative uscite, proprio come oggi le stazioni delle metropolitane. «Un uomo solo, con mezzi quasi illimitati - ribadisce l'archeologo - si abbandona alla sua vocazione dominante, l'architettura, ed oggi diremmo l'urbanistica... Al kosmos, all'ordine universale, Adriano opponeva la sua progettualità. Sembrerebbe un delirio di egocentrismo, ma non lo é. La Villa è fabbricata per ricevere ambasciate e delegazioni di tutto il mondo. La meravigliosa isoletta artificiale, circondata da un bacino rotondo, che ancora oggi ci emoziona, era stata concepita per ricevere, nelle due sale, i capi delle delegazioni che arrivavano dalla Siria, dall'Egitto, dai più diversi luoghi dell'Impero...Per loro, per quelli che oggi chiameremmo i Vip, c'erano le piccole terme, le più preziose, decorate da ricchi mosaici, le grandi terme invece erano per la servitù....» C'erano anche i parcheggi, distinti, per ospiti, fornitori e soldati, mentre la residenza privata dell'Imperatore era protetta da un alto muro. Ma qual è la più recente scoperta di Villa Adriana? «Una grande scoperta, avvenuta nel corso degli scavi 2004-2005. E la tomba di Antinoo, quella vera!». Antinoo, il grande amore di Adriano, il fanciullo tredicenne incontrato in Bitinia (oggi Turchia, tra il Mar Nero e il Mardi Marmara), e che muore a vent'anni, misteriosamente annegato nel Nilo, e forse suicida, durante un viaggio con l'uomo più potente del mondo, e che lo rimpiangerà per sempre. «Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione l'incrina, qualsiasi grossolanità la deturpa...» Cosi il rimpianto di Adriano per Antinoo, nella parole della Yourcenar. Nelle note che la scrittrice appose al romanzo, si avvertiva: «li problema della collocazione esatta del sepolcro di Antinoo non è stato risolto mai». Invece ora la tomba-tempio, subito denominata dagli archeologi Antinoeion, è stata individuata lungo la strada basolata per il Grande Vestibolo. E si spiega, con questa scoperta, la scritta finora indecifrabile incisa sull'obelisco di granito rosso del Pincio, che recita: «Antinoo riposa in questa tomba situata all'interno del giardino, proprietà del Principe di Roma». «Il giardino è Villa Adriana», conclude Bernard Andreae.
Adriano architetto della pace mondiale. Intervista all'archeologo Bernard Andreae
Domenica mattina, l'autore ha visitato la villa dell'imperatore Adriano a Tivoli, insieme all'archeologo Bernard Andreae. Andreae ha spiegato che la villa non è solo un "sogno in pietra" ma un esempio di estrema lungimiranza politica. Adriano ha voluto abbellire il mondo, nella pace e nella sicurezza, e ha concepito la villa come un modello per far capire a tutti i popoli come vivere sviluppando ognuno secondo le proprie regole. La villa è stata progettata per ricevere ambasciate e delegazioni di tutto il mondo, e includeva anche un percorso sotterraneo per i carri e le merci, che è stato definito la prima metropolitana mai esistita.
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