Per il Natale, la sala Alessi di Palazzo Marino propone una mostra dedicata al capolavoro del genio rinascimentale. Un evento gratuito per cittadini e turisti che, fino all'11 gennaio, potranno ammirare l'opera, che normalmente si trova al museo delle Belle Arti della capitale ungherese Si dovrà stare in coda ed aspettare un po', ma la visione merita e ci viene risparmiato il viaggio a Budapest. Potrebbe suonare come una battuta, ma è solo uno dei tanti pregi del dono natalizio che anche quest'anno il comune di Milano fa con l'esposizione della Madonna Esterházy di Raffaello. Si rinnova l'appuntamento con i capolavori d'arte durante le feste: da oggi, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune, è ospitato il capolavoro, opera del genio del Rinascimento, proveniente dallo Szépmûvészeti Múzeum della capitale Ungherese. Un prestito che conferma la consolidata collaborazione tra le due città e che vedrà, nel prossimo futuro, la realizzazione di altri importanti progetti. LE IMMAGINI "Manteniamo una tradizione a cui milanesi, scolaresche e turisti sono affezionati", ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia alla presentazione, "È Il regalo di Milano alla città, è un'opera che farà emozionare il grande pubblico sempre più numeroso e l'allestimento, che prevede l'esposizione di altri due dipinti dell'arte rinascimentale milanese, accompagnerà i visitatori attraverso nuove suggestioni". Il dipinto, che raffigura la madonna col Bambino e San Giovannino, ha un'importanza fondamentale nella carriera di Raffello, perché è l'ultimo lavoro realizzato a Firenze e segna esattamente la conclusione dell'importante periodo trascorso nella città, capoluogo della Toscana, prima di trasferirsi a Roma. La composizione infatti s'ispira in modo esplicito a Leonardo, conosciuto e studiato attentamente durante i quattro anni lì passati. Anche lo sfondo, su cui appaiono i ruderi del foro romano dipinti con grande attenzione realizzati, rimandano ad un'accennata prospettiva aerea, intrisa di bisogno di classicità. La Madonna Esterhàzy, di piccole dimensioni (29x21,5), non è stata lasciata solo in sala Alessi ad affiancarla ci sono altri due dipinti milanesi, simili per soggetto e per epoca: la Vergine del Borghetto, copia antica della Vergine delle rocce di Leonardo rimasta a Milano, concessa dall'istituto delle Suore Orsoline e attribuita a Francesco Melzi, e la Madonna della Rosa di Giovanni Antonio Boltraffio, prestito del museo Poldi Pezzoli. Molte le affinità, dalle espressioni dei volti e alle pose dei personaggi, ma anche le differenze nella concezione del paesaggio e delle luci, che rimarcano l'unicità dell'arte di Raffaello. "L'arrivo a Milano di questo capolavoro, in cui Raffaello elabora in modo geniale gli spunti ricavati da Leonardo, sollecita necessariamente una riflessione sulla diversa interpretazione degli stessi riferimenti in ambito lombardo", ha sottolineato il curatore Stefano Zuffi. Inoltre, la Madonna Esterházy si colloca in modo perfetto tra i due capolavori di Raffaello già presenti da secoli nei musei di Milano: lo Sposalizio della Vergine di Brera (1504) realizzato prima del trasferimento a Firenze e il cartone della Scuola di Atene (1509), tesoro inestimabile dell'Ambrosiana, segna invece l'eccezionale lavoro della Stanza della Segnatura. "Il prestito da parte del museo di Budapest", ha sottolineato l'assessore alla cultura Filippo Del Corno, "è la dimostrazione di una grande disponibilità e, in un certo senso, il riconoscimento, da parte del museo, di un debito di gratitudine nei confronti del nostro Paese". Della Madonna non si conosce ne il committente ne la destinazione e si sostiene che Raffaello l'abbia sempre tenuta con sé, come fece Leonardo con la Gioconda: un'opera misteriosa, con una dimensione intima segreta, dovuta forse anche alla sua incompiutezza, mancando di alcuni ritocchi nell'ultima stesura. Ma la storia di questa tela non finisce qui, l'esposizione è anche l'occasione per ricordare le vicende del furto avvenuto nel 1983 al Museo di Budapest, considerato il più clamoroso furto d'arte dai musei del XX secolo. Approfittando di un periodo di restauri, un gruppo di malviventi italiani, su commissione di una magnate greco, trafugò sei opere d'arte, tutte italiana, fra cui la Madonna Esterházy. I capolavori sono stati poi tutti ritrovati dai Carabinieri del nucleo recupero di opere d'arte italiano in un convento in Grecia, e i ladri furono tutti arrestati.
Milano. La Madonna di Esterhàzy in arrivo da Budapest
Il comune di Milano ha organizzato una mostra gratuita nella sala Alessi di Palazzo Marino, fino al 11 gennaio, con la mostra della Madonna Esterházy di Raffaello. L'opera, proveniente dallo Szépmûvészeti Múzeum di Budapest, è stata prestata al comune di Milano come parte di una collaborazione tra le due città. La mostra include anche altri due dipinti milanesi, la Vergine del Borghetto e la Madonna della Rosa di Giovanni Antonio Boltraffio. La Madonna Esterházy è considerata un capolavoro di Raffaello, che ha elaborato gli spunti ricavati da Leonardo. La mostra è stata organizzata per celebrare il Natale e per offrire ai cittadini e ai turisti la possibilità di ammirare l'opera.
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