DALLE sale del museo all'aula del tribunale: Vittorio Sgarbi ha annunciato che querelerà tutti i firmatari (al momento oltre 130) dell'appello rivolto da Italia Nostra al ministro Franceschini perchè impedisca i prestiti di opere alla mostra "Da Cimabue a Morandi". Anzi, il critico l'ha già fatto: «Ho già dato mandato al mio avvocato - afferma -. E ho denunciato Daniele Benati, presidente della sezione, ai Carabinieri di Roma, come persona informata dei fatti, e per omissione di tutela sulla "Madonna" di Annibale Carracci venduta alla casa d'aste viennese Dorotheum a poco meno di 400mila euro». Sono le nuove armi sfoderate nella difesa della mostra su "Felsina Pittrice ", curata per Genus Bononiae, osteggiata da uno schieramento abbastanza impressionante di studiosi, storici dell'arte, conservatori italiani e stranieri. «Se vogliono la guerra, eccomi - s'infervora Sgarbi -, e ai miei nemici, tutti i firmatari, dico subito che non saranno invitati all'inaugurazione e che, se vorranno veder la mostra, dovranno pagare il biglietto. Sanno benissimo che le mostre si fanno solo spostando le opere e questi sono spostamenti irrilevanti. Dirò di più, la mostra potrei farla anche in Pinacoteca, ma le cose non cambierebbero». Fabio Roversi Monaco, presidente di Genus Bononiae, si sfila dalla discussione bollando in una breve dichiarazione la polemica come «sterile e priva di senso». Benati, dal canto suo, cerca di far chiarezza sul senso della petizione: «Noi non abbiamo nulla contro Sgarbi, né contro Roversi Monaco. La nostra è una battaglia di civiltà, in difesa dei musei bolognesi. E se anche il ministro s'arrende e dice che non ha strumenti per intervenire allora siamo rovinatisulserio». ( paola naldi)