A QUEL punto interrogativo, senza indugi, Gianni Lettieri, in questa circostanza più imprenditore che politico all'opposizione della giunta in carica, sostituirebbe l'amministrazione comunale «per evitare qualsiasi speculazione e risarcire degnamente i cittadini napoletani». Speculazione e risarcimento sono anche i temi del ragionamento che su Bagnoli nuovamente ferita imbastisce Carlo Iannello, consigliere di Ricostruzione democratica che - caso ha voluto - proprio pochi giorni fa dallo stesso leader dell'opposizione Lettieri aveva ricevuto la solidarietà quando era stato querelato dai revisori dei conti comunali per una sua dichiarazione. Iannello, da professore di Diritto dell'ambiente, traccia anche le regole per un intervento governativo che «dovrebbe esserci perché ormai le amministrazioni locali che hanno malgovernato per vent'anni hanno perso completamente il dominio della situazione. Tale intervento dovrebbe stabilire le priorità, che sono la bonifica e la gestione amministrativa della trasformazione urbana. Sarebbe un modo per accelerare le procedure per realizzare gli obiettivi pur nella assoluta garanzia del rispetto della salute dei cittadini che hanno subito per un secolo una fabbrica inquinante ». Continua a non avere volto, il possibile investitore su Bagnoli. Per Lettieri è quasi un fatto ideologico: «La mia idea prescinde da qualsiasi imprenditore, perché per me Bagnoli è una opportunità che l'amministrazione comunale non può perdere. Il profitto ricavabile da quell'area dovrebbe rimanere nelle casse dell'amministrazione perché troppi napoletani ci hanno rimesso e hanno penato dietro alla vicenda Bagnoli». Ma chi deve metterci progettualità e denari non si fa avanti. E più la faccenda si complica dal punto di vista giudiziario, più il cielo si chiude, sopra Bagnoli. «L'alternativa che temo - prosegue Lettieri è una lottizzazione che attirerebbe un immobiliarista da qualche parte del mondo - sempre ammesso che si riesca a risolvere il problema bonifica e dell'ulteriore sequestro - e si metta a costruire. Ai napoletani non resterebbe niente». Sostiene, Lettieri, che l'unico lotto venduto di Bagnoli fu quello che si aggiudicò per 32 milioni di euro il gruppo di imprese del Polo tecnologico ambientale, creato quando lui era a capo degli industriali. «La mia idea condivisa con Carlo Borgomeo, allora amministratore di Bagnoli Futura, fu avversata dall'amministrazione Iervolino che preferiva i privati. L'attuale amministrazione invece un'idea su Bagnoli non ce l'ha». Idea che per Iannello è fin troppo chiara: «Restituire quel territorio alla sua vocazione paesaggistico-naturalistica e quindi turistica, assicurandole uno sviluppo produttivo che non può che essere da terziario avanzato: strutture turistico- ricettive, termalismo e green economy. Il precedente è la Ruhr, ora polo turistico di primo livello». Lettieri ha parlato di Bagnoli anche con Renzi: «Siamo d'accordo che sia un'opportunità per Napoli, gli ho spiegato perché condividevo il suo decreto Sblocca Italia e che avevo previsto anch'io un commissariamento di Bagnoli. Non vedo la possibilità che un imprenditore privato si interessi a Bagnoli - prosegue Lettieri ma non lo voglio neppure: come imprenditore privato penso che non tutto quello che fa il pubblico sia sbagliato». Il decreto di agosto è invece per Iannello «più un prodotto da vendere sul mercato della comunicazione politica che non un'effettiva soluzione ai problemi amministrativi. Condivide lo stesso humus della legge sulla Terra dei fuochi». Con più di un pericolo in agguato: «Il decreto apre alla realizzazione di un piano da parte della proprietà fondiaria in deroga alla normativa urbanistico-edilizia e al vincolo paesistico. Questi tentativi di forzare l'ordinamento è dimostrato che sono vani, come tutti i commissariamenti di cui siamo stati testimoni finora. Un terreno sequestrato, una società fallita sono sempre meno gestibili, ma questo non vuol dire che si debba ricorrere a deroghe: si complicherebbe tutto, con il rischio di zone grigie dove potrebbero agevolmente infiltrarsi fenomeni di corruzione e speculazione. Un bando internazionale sarebbe l'ideale».
CAMPANIA - BAGNOLI. Un bando internazionale per rilanciare l'intera area "I privati? Prima il pubblico "
Gianni Lettieri, leader dell'opposizione, sostiene che l'amministrazione comunale dovrebbe gestire l'area di Bagnoli per evitare la speculazione e risarcire i cittadini. Carlo Iannello, consigliere di Ricostruzione democratica, propone un intervento governativo per stabilire priorità, come la bonifica e la gestione amministrativa della trasformazione urbana. Lettieri ritiene che l'area dovrebbe essere gestita dall'amministrazione per evitare che un imprenditore privato la acquisti e la trasformi in zona grigia. Iannello propone di restituire l'area alla sua vocazione paesaggistico-naturalistica e turistica, con uno sviluppo produttivo da terziario avanzato.
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