La mostra alla Camera di Commercio organizzata dalla Fondazione Arch con i progetti del Prg redatti negli anni Trenta del secolo scorso dall'architetto Francesco La Grassa Michele Barbagallo Com'era e come sarebbe potuta essere. La mostra che si è chiusa nei giorni scorsi e che si è svolta presso la sala borse della Camera di Commercio di Ragusa ha avuto il prego di proporre una lettura di natura architettonica sulla Ragusa del passato e quella del presente, lanciando anche qualche riflessione sul futuro. L'iniziativa, che rientrava nella seconda giornata di studio promossa dalla SOpRINTENDENZA sulla storia del capoluogo ibleo, è stata organizzata dalla Fondazione Arch e ha proposto le tavole originali dell'architetto Francesco La Grassa che ha redatto il Prg di Ragusa negli anni '30 del secolo scorso. L'allestimento è stato curato dall'architetto Gaetano Manganello, presidente della Fondazione. Oltre ai lavori di La Grassa, c'erano i disegni dell'architetto Ugo Tarchi relativi alla nuova sistemazione di piazza Umberto, attuale piazza San Giovanni, e piazza Stazione. C'è stata pure la possibilità di visionare due distinte proiezioni di documenti storici relativi al cartiglio del concorso e alla figura di La Grassa. Inoltre, sono stati presentati documenti storici sulla nascita della nuova provincia e sulle principali opere pubbliche. I disegni sono stati gentilmente forniti dal Comune di Ragusa mentre la documentazione storica proviene dall'archivio storico comunale e dall'archivio di Stato, diretto dal dott. Calabrese. Bando concorso (di cui poi fu appunto vincitore La Grassa), riunioni di commissione, ed ancora il verbale di assegnazione della graduatoria. Documenti particolari che grazie al lavoro di ricerca di Manganello sono stati mostrati al pubblico. Così tutto il carteggio relativo al concorso che poi incoronò, pur se al secondo posto (il primo posto non fu assegnato) La Grassa, diventa l'occasione per conoscere da vicino l'evoluzione di Ragusa. "La cosa interessante del Prg di La Grassa - spiega Manganello - è che quel concorso fu indetto perché l'Amministrazione comunale allora si rese conto che con la nomina a nuova provincia della città di Ragusa c'era bisogno di una trasformazione urbana. Il podestà ebbe questa intuizione, Ragusa doveva passare da centro agricolo a città capoluogo di provincia con tuti i necessari servizi come biblioteche, uffici, sedi istituzionali, ospedali, carceri. Tra la giuria che scelse La Grassa c'erano architetti anche famosi. Tra loro Ugo Tarchi, autore del palazzo della Prefettura e della scuola di via Ecce Homo, ed ancora Francesco Fichera, figura di primo piano della architettura siciliana e legato agli ambienti romani". Era aprile del 1928 il termine ultimo per consegnare le idee progettuali. Un mese dopo fu assegnato l'incarico, un anno dopo il Prg di La Grassa veniva consegnato al Comune. Allora si correva. L'ultimo Prg di Ragusa, quello di Cervellati, Costa e Urbani, è stato ordinato dal Comun nel 1991, all'epoca dell'Amministrazione Chessari, fu consegnato 1995 e poi approvato nel 2003. "La particolarità del piano di La Grassa - commenta ancora Manganello - è che è un piano disegnato, in cui la visione unitaria della città viene visualizzata attraverso progetti di architettura monumentale. Un po' quello che fanno i moderni rendering. Si mettevano in luce alcune soluzioni sia su Ragusa Ibla che su Ragusa Superiore, che sulle espansioni urbanistiche, disegnando pezzi di città all'interno di un progetto complessivo più globale". Va rilevato che accanto all'attuale ponte dei Cappuccini, La Grassa aveva ipotizzato un altro ponte che poi non fu realizzato. La sua idea era quella di dare forza all'asse Matteotti, piazza San Giovanni, via Mariannina Coffa per poi collegare tramite il nuovo ponte anche l'altra parte di Ragusa. Ma la realizzazione di piazza Libertà porto' alla creazione del ponte di via Roma, abbandonando l'ipotesi prospettata. 03122014