«Sì al restauro del Teatro greco - dice Patti dei Verdi - ma la stagione Inda non si deve toccare» I decreti sono arrivati e, da ieri mattina, il primo turn over dei dirigenti della SOpRINTENDENZA è partito. L'architetto Carlo Staffile è il nuovo responsabile dell'unità operativa Beni paesaggistici al posto della dottoressa Alessandra Trigilia che si occuperà delle collezioni del museo Bellomo. L'altra rotazione è negli uffici di piazza Duomo dove a dirigere gli Affari generali e del personale della SOpRINTENDENZA sarà adesso Lucia Allegretti (che lascia il posto al Bellomo ora occupato da Trigilia). Allegretti ricoprirà l'incarico di Antonello Mamo che, a sua volta, andrà a dirigere la sezione degli Affari generali del museo "Paolo Orsi". Si attendono gli altri decreti da parte del direttore dei Beni culturali della Regione, Rino Giglione, che seguiranno quanto annunciato nelle scorse settimane. Previsti, dunque, altri turn over. L'architetto Aldo Spadaro che ha retto le redini della sezione Beni architettonici dovrà trasferirsi al museo Bellomo al posto dell'architetto Fulvia Greco la quale, a sua volta, prenderà quello di Spadaro. L'archeologa Rosa Lanteri sarà trasferita al museo archeologico "Paolo Orsi" lasciando il suo incarico a un'altra archeologa: Mariella Musumeci che guiderà la sezione Beni archeologici. L'unità operativa "Valorizzazione e gestione del patrimonio culturale", infine, sarà affidata al dottor Amato che oggi si occupa del Gabinetto di numismatica antica del museo Orsi. «Una rotazione che rientra nella normalità delle attività di una pubblica amministrazione - commenta il soprintendente Calogero Rizzuto -. Nessuna polemica, il nostro compito è lavorare ed è la sola cosa a cui ci stiamo dedicando in tutti gli uffici della SOpRINTENDENZA» E tra le priorità a cui l'architetto Rizzuto sta lavorando vi è il monitoraggio delle condizioni del Teatro greco dopo l'allarme lanciato proprio dal soprintendente a seguito di un sopralluogo. «Stiamo valutando lo stato di salute del monumento - dice Rizzuto - e certamente, da una prima analisi, appare chiara l'esigenza di intervenire senza mettere a repentaglio la stagione degli spettacoli classici che rappresenta un valore identitario per il Teatro greco. Tuttavia il nostro dovere è quello di tutelare il patrimonio e, in tale contesto, è per noi prioritario assicurare la messa in sicurezza del monumento del Temenite: questa è la cosa a cui lavoreremo». Un allarme che ha preoccupato gli operatori del settore a partire dagli albergatori e dagli stessi amministratori per il rischio che le condizioni del monumento possano mettere a repentaglio la stagione 2015. Pericolo sul quale il soprintendente Rizzuto ha chiarito: «qualsiasi intervento di restauro non sarà certo immediato ma dev'essere immediata la sua programmazione». Sulla vicenda interviene anche Giuseppe Patti, leader dei Verdi. «Inutile scrivere un panegirico culturale sulle Rappresentazioni dell'Inda - dice - ma è necessario fare una valutazione economica di quanto i mesi di maggio e di giugno incidano sull'economia cittadina e dell'enorme ritorno turistico dato dal valore pubblicitario: più di 130mila persone hanno assistito alle tragedie classiche nel 2014 e quasi 700mila turisti hanno visitato il Teatro greco». Patti contesta l'allarme lanciato dal soprintendente «circa la fragilità del Teatro greco, i danni causati dalle ultime Rappresentazioni classiche e la presunta mancata "manutenzione", unite alla paventata chiusura del Teatro per lavori di restauro, stride notevolmente con chi è certamente più titolato in materia archeologica. Sorprende che tali dichiarazioni siano state rese a ridosso del consiglio di amministrazione dell'Inda che ha nominato la terna per il nuovo soprintendente Inda che coincidono con il nuovo ciclo di trasparenza imposto dal sindaco-presidente». L'architetto annovera i due progetti presentati nel Por 2007-2013 e nel programma Arcus, fra il 2008 e il 2010, mai finanziati e, nel 2011, l'analisi commissionata dalla soprintendente Ciurcina al Centro regionale del Restauro per il Teatro greco. «Qualsiasi intervento oggi - dice Patti - si deve coniugare con il regolare svolgimento della stagione Inda. E' stato ancora detto che sulla scorta delle analisi del Centro del restauro e in collaborazione con il Comune si è giunto ad un accordo che prevedeva ogni anno una quota di 100mila euro dello sbigliettamento destinata a interventi di restauro del Teatro, nei mesi liberi dagli spettacoli, interessando di volta in volta parti diverse del teatro, secondo l'ordine di urgenza degli interventi, senza impedire la fruizione del monumento. Ci sembra di capire che svolgendo il programma con continuità, nell'arco di pochi anni si sarebbe posto rimedio ai guasti più gravi e che la soluzione individuata avrebbe salvaguardato gli interessi del teatro, dei visitatori, dell'Inda e degli operatori turistici. Purtroppo, l'avocazione da parte della Regione di tutti i fondi dello sbigliettamento hanno, per il momento, imposto l'altolà anche a questa soluzione. I danni del teatro, com'è stato detto spesso, derivano principalmente dalla mancanza di manutenzione ordinaria che archeologi e architetti invocano da decenni, senza risultato. Ma, oggi, è legittimo chiedersi a chi giova tutto questo allarmismo? » 03122014